Volando oltre il cielo


 

zohara

Come ho già scritto in un post precedente, la storia del sionismo è piena di personaggi femminili altrettanto importanti dei miti maschili. Per ogni Yosef Trumpeldor, David Ben Gurion, Moshe Dayan, Ytzhak Rabin sono esistiti altrettanti personaggi femminili non meno importanti e avvincenti. Dopo avervi raccontato le storie di Mania Shohat e Hanna Maizel è giunta la volta di conoscere Zohara Leviatov, la prima donna pilota del “servizio aereo” l’embrione dal quale nascerà l’aviazione militare israeliana. Zohara è uno degli esempi più lampanti di cosi sia stata per tutta quella generazione la guerra d’indipendenza israeliana. Una storia di amori, lutti e ideali. Ma la storia di Zohara è stata soprattutto una tragedia umana di un’intensità inimmaginabile, ancora adesso è incredibile la quantità di lutti e avvenimenti che una ragazza così giovane abbia potuto affrontare nel corso dei suoi 21 anni di vita.Come in molti altri casi il destino di Zohara è segnata molto prima il giorno della sua nascita. I suoi genitori emigrano in Palestina dopo aver incontrato Yosef Trumpeldor a Odessa entrando così nel movimento HeHalutz da lui fondato. Yehuda e Zeita Leviatov arrivano in Palestina con la nave “Roslan” un altro mito dell’epopea sionista. La Roslan è infatti la nave che apre ufficialmente l’inizio della terza ondata migratoria verso il futuro Stato ebraico.

Dal porto di Yafo i Leviatov si trasferiscono nella zona di Gerusalemme dove fondano il kibbutz di Kiriat Anavim. La vita è durissima e la coppia perde due figli consecutivamente, la primogenita ad un anno di vita e un secondo neonato deceduto dopo un giorno dalla nascita. Provati da queste tragiche esperienze i due si trasferiscono a Tel Aviv dove nascerà la piccola Zohara (splendore in ebraico) nel 1927.

Passati gli anni dell’adolescenza Zohara si arruola nelle file del Palmah nel 1946 e partecipa nel giugno dello stesso anno ad un’operazione molto complessa mirata a colpire gli interessi britannici nella regione. E’ la “notte dei ponti”, l’esplosione contemporanea di 14 ponti che collegano le varie entrate ferroviarie in Palestina. Il gruppo di Zohara agisce vicino al confine con il Libano, il suo compito è quello di coprire la squadra di sabotatori incaricata di piazzare le cariche esplosive. Il gruppo viene scoperto e l’operazione si trasforma in un disastro, quattordici combattenti verranno uccisi dall’esplosione accidentale di uno zaino contenente l’esplosivo, in seguito alle ferite riportate Zohara soffrira per diverse settimane di una parziale cecità. Fra i caduti nell’operazione Amihai Klivaner, suo amico d’infanzia.

Profondamente provata Zohara prova finalmente uno sprazzo di luce nella figura di Shmulik Kofmann, anche lui membro del Palmah, i due si innamorano e la vita assume improvvisamente tutta un’altra dimensione. Oltre ad essere una figura carismatica Shmulik è un autentico genio nel campo letterario scientifico. La sorella di Shmulik, assistente di Albert Einstein, riesce ad ottenere per lui e la sua compagna delle borse di studio nella prestigiosa Università di Princeton. Mentre Shmulik sceglie Economia Zohara si iscrive alla facoltà di medicina. Dopo non poche lotte per ottenere un congedo anticipato Shmulik si presenta il mercoledì 30 aprile 1947 nella base dove si trova Zohara intenzionato a partire immediatamente per Gerusalemme. La ragazza lo implora di aspettare fino a sabato sera per poter organizzare una piccola festa e separarsi così dai numerosi amici. Il ragazzo acconsente segnando così il suo destino. La mattina di venerdì 2 maggio Shmulik sostituisce un suo camerata durante un’esercitazione sul lancio delle granate. Una delle reclute fa esplodere in modo errato la bomba a mano causando così la sua morte e quella di altri due soldati fra cui il promesso sposo di Zohara.

Zohara entra in un periodo di profonda depressione al termine del quale decide di proseguire i suoi programmi trasferendosi così negli Stati Uniti per studiare Medicina. Ma il destino inesorabile e tragico ha ben altri programmi. Zohara viene a conoscenza del progetto di Teddy Kollek, il futuro mitologico sindaco di Gerusalemme, di organizzare il primo corso piloti di quello che è ancora definito il “servizio aereo”, l’embrione della futura aviazione militare israeliana. L’Agenzia Ebraica era infatti riuscita ad acquistare dalle forze britanniche di stanza in Palestina un lotto di venti aerei dismessi di tipo Auster catalogati come rottami. Grazie ad un lavoro certosino i meccanici israeliani riuscirono a montarne diciotto operativi.

Terminato il corso piloti, Zohara ritorna in Israele nel Giugno del 1948 e viene nominata vicecapo squadriglia. Il suo compito è quello di rifornire i vari insediamenti isolati e accerchiati dagli eserciti arabi. Il suo campo d’azione passa dal deserto del Neghev alla città di Gerusalemme. Durante il corso piloti per Zohara era sbocciato un secondo grande amore, quello con Amnon Berman, suo coetaneo che verrà ucciso pochissimo tempo dopo il ritorno di Zohara in Israele, un altro grave e doloroso lutto si aggiunge ad una catena apparentemente senza fine.

La breve storia di questa giovane e intrepida ragazza sta per giungere al termine, il 3 agosto 1948 dopo aver visitato a Gerusalemme i genitori e la famiglia di Shmulik, Zohara si appresta a decollare verso Tel Aviv, l’aereo, probabilmente per un guasto tecnico, non riesce a prendere quota e si schianta contro uno dei muri del Monastero della Croce. Nonostante la volontà di Zohara e di Shmulik fosse quella di essere sepolti l’uno accanto all’altro la situazione del dopoguerra lo impediva, il cimitero di Shmulik si trovava infatti sotto il controllo Giordano.

Ma il destino non aveva ancora smesso di infierire sulla famiglia Leviatov, il fratello Amos chiamerà la figlia primogenita Zohara in ricordo dell’eroica sorella, la piccola bambina morirà di tumore all’età di sei anni. Per mantenere almeno in parte la romantica promessa di vivere l’una accanto all’altro anche dopo la morte spetterà propria alla piccola Zohara di essere sepolta a fianco del grande amore di sua zia.

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Un pensiero su “Volando oltre il cielo

  1. Grazie Luciano per queste bellissime pagine di storie avventurose come solo Israele puo dare e tu descrivere e interpretare saluti affettuosi da Bruxelles, with love Miriam

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