Il mago di Oz

הקוסם

Il “mago” Nethanyau ha vinto la sua scommessa. Dopo aver sciolto con largo anticipo il parlamento israeliano per indire nuove elezioni e ottenere così una coalizione più consona alla sua politica ed aver messo in gioco tutto il suo futuro politico si è ritrovato più forte e più sicuro di prima. I numeri sono tutti a suo favore: nelle cinque legislature nelle quali si è presentato come capo lista ne ha vinte quattro e ha conquistato un quarto dei seggi migliorando sensibilmente il risultato di due anni fa portando il suo partito da 18 a 30 seggi. Ma soprattutto ha dimostrato una volta di più le sue innate capacità elettorali, ha puntato tutto esclusivamente sull’elettorato di destra senza badare ai voti dei settori più moderati, in poco più di quarantotto ore è riuscito a ribaltare i maggiori sondaggi nazionali che lo davano perdente o al massimo impegnato in un avvincente testa a testa con “Buji” Herzog, leader della lista laburista. E’ quasi certo che le elezioni israeliane del 2015 diventeranno molto presto oggetto di studio approfondito in tutte le facoltà di scienze politiche e della comunicazione. Elezioni dove i media, i sondaggi e soprattutto la pancia degli elettori hanno fatto la differenza fra il disastro ed il trionfo. Bibi ha puntato tutto ciò che aveva ed ha vinto alla grande. Continua a leggere

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Largo ai giovani

 

בליך

In Israele esiste una tradizione consolidata di coinvolgere le ultime classi dei licei nella realtà politica attraverso elezioni politiche simulate. Sono iniziative che durano generalmente una settimana durante la quale oltre a lezioni di educazione civica e dibattiti sull’importanza della democrazia vengono anche invitati i rappresentanti delle varie liste politiche a cui spetta il non facile compito di convincere i futuri elettori della bontà dei programmi elettorali dei rispettivi partiti. Fra tutti i licei che incoraggiano iniziative di questo genere c’è ne uno che è considerato da decenni il barometro politico della nazione: il liceo Blich di Ramat Gan. Continua a leggere

Il voto arabo

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Una delle più grandi novità legate alle prossime elezioni del 17 marzo è sicuramente la costituzione di una lista unica rappresentante tutto l’elettorato arabo israeliano. La lista unificata è il risultato di estenuanti trattative fra le varie anime della variegata società arabo israeliana così differente ma così uguale al resto del paese. Anche qui esistono diverse ideologie che spaziano dal partito di sinistra Hadash (a favore di una cooperazione arabo israeliana) ai partiti arabo nazionalisti. Attualmente i partiti arabi occupano undici dei 120 seggi della knesset, il parlamento israeliano, ma gli attuali sondaggi pronosticano un aumento di almeno due seggi e forse anche di più. Ancora poco per una minoranza che rappresenta il 20% della popolazione israeliana. Continua a leggere

Un pieno di energia

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Le elezioni anticipate del 17 marzo si avvicinano a grandi passi ed i vari partiti stanno scaldando i motori preparando slogan e filmati vari per le proprie campagne elettorali.

Uno dei primi a scendere in campo e un piccolo partito di sinistra (sei seggi sui 120 della Knesset) di nome Merez (energia), che ha presentato il videoclip ufficiale della sua campagna.

Merez non è il primo e non sarà certo l’ultimo a fare uso del media televisivo nelle campagne elettorali israeliane, in questo caso ha solo anticipato di qualche giorno il resto dei partiti che cercheranno di sfruttare tutti i nuovi mezzi di comunicazione che internet permette.

Fra le parole del testo ci sono frasi come “Non disperarti, non vergognarti/soprattutto non accontentarti di quello che c’è”. “Voglio Merez (energia) all’interno del governo/tutto è possibile, è solo una questione di scelte (in ebraico scelte ed elezioni sono sinonimi).

All’interno del videoclip compaiono gli attuali deputati del partito compresa la capolista Zehava Galon assieme a Roberto, un mio fraterno amico che ahimè non ha molte possibilità di essere eletto. Il filmato in questione non basterà certo per garantire un buon risultato elettorale ma è la dimostrazione che anche in politica oltre a trasmettere un messaggio chiaro e ben definito bisogna avere il coraggio di rinnovarsi e ringiovanirsi.

Il filmato di oggi non è che un’anteprima di quello che ci aspetta da parte delle maggiori agenzie pubblicitarie del paese, senza contare il reclutamento di alcuni guru del settore provenienti dagli Usa. La battaglia è appena iniziata, e di volta in volta vi terrò aggiornati sugli sviluppi in corso.