Compagni avanti il gran partito…

“Il sindacato riunisce tutti i lavoratori che vivono della propria fatica senza sfruttare l’opera altrui, con lo scopo di permettere la realizzazione e lo sviluppo economico e culturale della classe operaia per la costruzione di una società di lavoratori ebrei nel paese” (stralcio dell’atto di fondazione della Federazione Generale dei Lavoratori in Terra d’Israele).

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Se lo vorrete non sarà un sogno

 

“Oggi a Basilea ho fondato lo stato ebraico” è una delle frasi più conosciute dall’israeliano medio, insieme a quella del titolo. Sono le frasi con le quali Teodoro Herzl, il fondatore del movimento sionistico, è riuscito a trascinare col suo carisma centinaia di migliaia di persone trasformando una diaspora di ebrei sparsa nel mondo in un popolo conscio delle sue potenzialità. Questa settimana sono trascorsi 120 anni da quando l’allora 37enne giornalista e commediografo ungherese scrisse la sua profetica frase. Continua a leggere

Nella vecchia fattoria

nella vecchia fattoria

 

Già in un mio precedente post mi ero occupato del ruolo femminile all’interno del movimento sionistico negli anni precedenti la nascita d’Israele. La conclusione era stata che non mancavano di certo donne di grande spessore, ma la dirigenza del movimento ne aveva ridotto la loro effettiva importanza relegandole a ruoli di secondo piano e limitandone il campo d’azione. Un tipico esempio di questi rapporti problematici creatisi all’interno del sionismo rivoluzionaro dei primi anni del XX secolo è la storia di un episodio limitato nel tempo ma di grande impatto storico e sociologico, l’esperimento (riuscito) della “fattoria delle ragazze”. Continua a leggere