Turisti fai da te

מרגלים

La riapertura delle frontiere israeliane ai turisti mi ha fatto venire in mente un episodio poco conosciuto della Bibbia, ma che ebbe conseguenze catastrofiche per il destino del popolo ebraico.  E’ un mix fra una spy story e il resoconto di un tour fai da te di 12 turisti improvvisati alle prese con una delle missioni più impossibili da compiere: capire l’essenza e l’anima di Israele in pochi giorni.

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Ti faccio un cubo così

legge

E’ incredibile come nella vita molte volte accettiamo verità e affermazioni come oro colato senza prenderci la briga di controllare la loro veridicità. Probabilmente la mole di informazioni e conoscenza che dobbiamo gestire quotidianamente è così numerosa e complessa che non abbiamo scelta che catalogare in maniera sbrigativa e superficiale parte di questi dati. Se poi queste informazioni le sentiamo sin da quando eravamo bambini, acquisteranno sempre di più il valore di una certezza scientifica, soprattutto se non troveremo mai nessuno che insinui qualche dubbio a proposito.

E’ cosi fino a poco tempo fa anch’io, come immagino la stragrande maggioranza di chi sta leggendo queste righe, ho percorso le numerose tappe della mia esistenza accompagnato da un assioma dato automaticamente per scontato dai tempi della mia infanzia. Le tavole della legge, quelle dei dieci comandamenti tanto per intenderci, erano due tavole di pietra leggermente arrotondate in alto sulle quali per mano divina erano state incise le basi etiche e morali dell’ebraismo.

Sul contenuto si continua a discutere fino ad oggi, ma sulla forma tutti sono concordi, e così sono sempre state rappresentate durante i secoli nei quadri, nelle sculture, nei film e nelle tavole illustrate che accompagnano i testi biblici. Ma erano davvero così? E’ praticamente impossibile stabilirlo con certezza, ma i pochi dati a nostra disposizione ci spingono in tutta un’altra direzione.

La prima fonte scritta a nostra disposizione è chiaramente la Torah, dove le tavole vengono citate e descritte per la prima volta. Ma le poche parole dedicate all’argomento non ci sono di grande aiuto. Cita il Libro dei Libri: “Mosè ritornò e scese dalla montagna con in mano le due tavole della Testimonianza, tavole scritte sui due lati, da una parte e dall’altra.” Esodo 32,15. Un pò pochino per definire la loro forma.

Qualche altro particolare ce lo fornisce il Talmud, scritto 900 anni circa dopo la stesura definitiva della Bibbia. Qui le tavole vengono descritte come due lastre perfettamente quadrate aventi la misura di 46 cm. per lato e la profondita di 23, le misure sono leggermente approssimative visto che l’unita di misura biblica, tefah o palmo in ebraico, è molto difficile da stabilire con esattezza. Comunque una volta unite le due lastre ecco che si formava un cubo che andava ad incastrarsi perfettamente nell’arca dell’alleanza dove veniva alloggiato durante le peregrinazioni nel deserto per poi trovare la sua sede definitiva all’interno del Santuario di Gerusalemme fatto costruire da Re Salomone.

Ancora dal Talmud veniamo a sapere che le scritte erano incise da ambo i lati e sempre perfettamente leggibili,non importa da quale verso le si guardasse. Sempre secondo la tradizione le tavole erano di zaffiro e non di pietra comune. Rimanendo nell’ambito della forma è interessante notare che nei pavimenti mosaicati di molte sinagoghe presenti in Israele, costruite proprio nel periodo talmudico, compaioni numerose rappresentazioni di motivi ebraici (Menorah, Aron hakodesh, arredi e acessori del Santuario) ma mai una rappresentazione grafica delle tavole della legge.

Ancora nel periodo medioevale troviamo delle raffigurazioni di tavole della legge in forma quadrata. La svolta grafica avviene presumibilmente durante il Rinascimento quando le tavole della legge vengono rappresentate per comodità a forma di duttico con la parte superiore arrotondata. E’ questa la forma che verrà poi adottata anche nel mondo ebraico e che figura oggi in quasi tutte le sinagoghe sparse nel mondo.

Da qualche anno a questa parte la questione su come andrebbero rappresentate le tavole del patto (è questa la traduzione letterale dall’ebraico) sta prendendo piede anche nel mondo ebraico, e nel 2015 anche il rabbinato israeliano ha deciso di modificare il suo logo rapresentando le tavole in forma quadrata.

“Non bisogna guardare la brocca, bensì il suo contenuto” recita un detto ebraico paragonabile all’italiano  “non è il saio che fa il monaco”, e quindi anche noi lasciamo perdere la forma delle tavole e concentriamoci unicamente nel messaggio universale dei Dieci comandamenti, o come andrebbero tradotte letteralmente “le Dieci parole”.

Chi è l’uomo?

Stasera comincia il giorno dell’espiazione, Yom Kippur in ebraico. Una giornata in cui i fedeli digiuneranno per 25 ore astenendosi da cibo e bevande implorando il Signore di espiarli dai peccato commessi durante l’ultimo anno e concedendoli un altro anno di esistenza iscrivendoli nel Libro della Vita.

Per l’occasione vi propongo una versione musicale di una parte del Salmo 34 eseguita da una folk singer molto famosa in Israele: Hava Alberstein.

La traduzione del testo è la seguente:

Chi è l’uomo che desidera la vita e che brama lunghi giorni per poter gioire del bene?

Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde.

Allontanati dal male e fa’ il bene;cerca la pace e adoperati per essa.

I giorni del perdono

Sono cominciati i giorni del perdono, le “selichot” un periodo lungo un mese (per i sefarditi) in cui si chiede perdono di tutti i nostri peccati in vista del digiuno del Yom Kippur. Una delle canzoni classiche di questo periodo è “Adon ha Selichot”, Signore del perdono. Vi propongo di seguito una versione Techno

La traduzione delle prime righe è la seguente:

Signore del perdono che legge il nostro cuore

Abbiamo peccato nei tuoi confronti,

Abbi pietà di noi

Splendido nella tua meravigliaAnziano nella consolazione

Memore del patto coi nostri padri

Conoscitore dei nostri pensieri

Abbiamo peccato nei tuoi confronti

Abbi pietà di noi…

Le stelle di San Lorenzo

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In occasione della notte di San Lorenzo e delle stelle cadenti, voglio presentarvi questa canzone Yiddish pubblicata nel 1938 dal poeta ebreo polacco Lev Morgentoy. La canzone nacque come una poesia e venne solo in seguito musicata. Negli anni ’70 del secolo scorso la famosa cantante folk israeliana Hava Alberstein la fece tradurre in ebraico e la inserì in un disco di canzoni per bambini attraverso il quale raggiunse una certa notorietà.

Eccovi la versione originale in Yiddish 

Questo invece è un videoclip con la versione in ebraico

E questa è la traduzione:

 

L’ALBERO DELLE STELLE

Mio nonno possiede nel suo cortile un albero meraviglioso/ Non ce n’è un altro così al mondo mi dice

Non vi crescono frutti, tanto/i frutti alla fine marciscono

E’ un albero di stelle, che illuminano gli occhi/crescono e si sviluppano come se fossero in cielo

Quando gli si mostra una mela, grossa come un orso/lui coglie le sue stelle, che sono molto più belle

Una volta raccolte le stelle si dirige in città/ per venderle al mercato, 10 stelle per una lira

Accorrete gente, è la vostra occasione/le stelle sono a buon mercato e vivrete felici

E la gente attorno a lui ride e lo prende in giro/Nonno, non hai da venderci anche un pezzo di luna?

Tutti comprano, afferrano carote, ravanelli, riso/ ma un pugno di stelle, no grazie, non c’è bisogno

Il nonno gli guarda e il suo animo si emoziona/i vostri occhi sono ciechi e le orecchie sorde

Torna a casa con il suo cesto senza la minima tristezza/il tesoro è rimasto nelle sue mani, nelle loro i soldi

Mio nonno possiede nel suo cortile un albero meraviglioso

 

Buon ascolto e una buona visione di quante più stelle cadenti possibili

L’amore al tempo del Corona

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E ti vestirai di bianco

 

Questa sera comincia Tu beAv, l’equivalente ebraico della festa degli innamorati. Le origini di questa celebrazioni sono bibliche (libro dei Giudici cap.21, versetti 19-23) dove si parla per la prima volta di giovani e illibate fanciulle danzanti e vestite di bianco girare fra le vigne della contea di Giuda. In un testo talmudico il contesto è ancora più esplicito: “Non ci sono mai stati giorni più gioiosi di Tu beAv, quando le figlie di Gerusalemme uscivano vestite di abiti bianchi presi in prestito, per non destare vergogna in chi non lo aveva, per ballare fra le vigne. E cosi dicevano: guarda in giro ragazzo, guarda e scegli bene, ma non pensare solo alla bellezza, bensì alla famiglia”.Per una ricorrenza del genere niente di meglio di “Ti vestirai di bianco”, un classico della canzone israeliana per quanto riguarda le cerimonie matrimoniali. La canzone è stata composta da Noemi Shemer uno dei mostri sacri della musica leggera israeliana.

Ti vestirai di bianco

Quest’estate ti vestirai di bianco/e penserai pensieri chiari/forse riceverai una lettera d’amore/e forse indiremo nuove elezioni. tu mi eleggerai/ io ti eleggerò/ insieme formeremo la maggioranza/se quest’estate ti vestirai di bianco/ e pregherai per il meglio.

Colgo l’occasione per porgere i miei migliori auguri a Tom e Omer, una giovane coppia di Sasa che si sono sposati giusto ieri sera. Tom la conosco da quando era bambina e fa una certa impressione e molta emozione vedere questi ragazzini crescere, maturare e sposarsi.

Per tutte le gentili lettrici del mio blog c’è tempo fino a stasera per vestirsi di bianco e girare fra le vigne (o le osterie) del proprio paese. Chi ha già un amore sereno e soddisfacente rafforzerà il suo legame, e per chi è in cerca di qualcosa di nuovo oggi è serata di luna piena, niente di più romantico per farsi rapire, almeno per una notte.

Hag Sameach

Se son rose fioriranno.

Bennet

Dopo 12 anni ininterrotti al potere e più di 15 in totale Benjamyn Netanyahu ha cessato di governare Israele. Comincia una nuova era o è soltanto un breve incidente di percorso? E’ difficile dirlo, basti pensare che ancora spoche ore prima del voto molti dei più navigati commentatori politici israeliani erano in dubbio sulle reali possibilità da parte del duo Lapid-Bennet di formare un governo. Per inciso, sono li stessi opinionisti che fino a poco meno di un mese fa davano al 10% le probabilità che un simile governo potesse avere una chance. In ogni caso la risicata maggioranza e le grida e l’astio della nuova opposizione fanno prevedere che il nuovo governo non avrà per niente vita facile, almeno agli inizi.

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Un pieno di energia positiva

 

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Quanti simboli e significati possono nascondersi dietro ad un paio di innocue panchine? Moltissimi se siamo pronti a credere almeno in parte alla teoria di Richard Benishai, rappresentante in Israele della Geobiology, un ramo pseudoscientifico che raccoglie mistica, new age, dietrologia, religione e storia. Un mix senz’altro affascinante e degno di essere raccontato. Continua a leggere

Caro nemico ti scrivo. Sette anni dopo

מנהרות

Questo articolo lo postai sette anni fa, nel 2014. Riveduto e corretto è rimasto tristemente attuale e molto probabilmente continuerà ad esserlo per ancora tanto tempo.

Scrivo a te palestinese abitante a Gaza, non agli attivisti di Hamas ma ad un essere umano che abbia i miei stessi basilari desideri, quelli di vivere in pace e prosperita’ con i propri vicini. So che probabilmente queste parole non ti arriverranno ma le scrivo ugualmente, la scrittura è il mio mezzo di comunicazione, la mia catarsi. Continua a leggere