Autunno

autunno

 

Nella religione ebraica in generale e in Israele in particolare l’autunno ha un significato particolare. Non è soltanto l’inizio di una nuova stagione ma quello di un nuovo anno. Anche un cantautore colto e raffinato come Guccini ne ha afferrato da tempo l’importanza; nella canzone dei dodici mesi recita: “Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’ età, dopo l’estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità… Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità, come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità…”. Questa sensazione particolare, molto tipica della cultura israeliana, ha sviluppato un filone musicale molto amato di canzoni dedicate a questa stagione. Continua a leggere

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Spiagge

נחום

 

Si è spento pochi giorni fa Nahum (Nahche) Eiman uno dei maggiori compositori della musica leggere israeliana. Assieme a tanti altri compositori Nahce è stato il responsabile di numerose canzoni di successo entrate di diritto in un repertorio al di fuori del tempo e delle generazioni. La vita di Nahce è stata molto movimentata e assolutamente in contrasto con lo stereotipo che ognuno di noi può avere nei confronti di un compositore. Eiman ha partecipato a tre guerre ed in ognuna di esse è rimasto ferito, durante la guerra del kippur ha conseguito la ferita più grave e rimase ricoverato più di sei mesi in ospedale. Continua a leggere

Radici

a-wa

Tre ragazze nel deserto al servizio di un uomo solo, lo lavano e lo radono, spaccano la legna, fanno il bucato. Da qualche altra parte, al di fuori dei confini del deserto un donna è intenta a fumare il narghilè mentre tre baldi giovani le danzano davanti. E’ l’inizio travolgente del videoclip “habib galbi” (amore del mio cuore), una tradizionale canzone yemenita rivisitata e riproposta in salsa moderna dal gruppo A-Wa, tre sorelle provenienti da Shaharut, un piccolo centro comunitario situato nel bel mezzo del Neghev israeliano. Continua a leggere

La pecora numero sedici

הכבש

“Come nasce una canzone? Come una risata, inizia da dentro e rotola fuori…” E’ l’inizio di una famosa canzone per bambini composta nel 1978 e rimasta sempre attuale. Quello delle canzoni per bambini è un filone molto popolare della musica leggera israeliana nel quale si cimentano molti cantanti di fama nazionale. Il pezzo in questione è nato all’inizio come parte di un famosissimo libro di racconti per bambini, “la sedicesima pecora”, per poi essere musicato e diventare un disco di enorme successo, basti pensare che in una classifica stilata nel 2005 da uno dei maggiori quotidiani nazionali raggiunse il nono posto fra i primi 100 album israeliani di tutti i tempi. Il libro coi racconti ha accompagnato i miei figli nella loro infanzia dei primi anni ottanta ed è già diventato la colonna sonora dei miei primi nipoti. Continua a leggere

Bibbia, poesia e musica

רביץ

La canzone (o meglio le canzoni) di questo mese fanno parte di un vasto repertorio nato negli anni ’70 e sviluppatosi nei decenni successivi. Si tratta di una serie di canzoni basate su dei testi biblici e musicate secondo dei ritmi moderni. Non quindi dei canti liturgici ma della normale musica pop creata  per ringiovanire, modernizzare e trasformare la Bibbia in una colonna sonora quotidiana della realtà israeliana. Continua a leggere

Il fiore del mio giardino

זהר ארגב

Come promesso continuo a proporre di volta in volta una canzone israeliana carica di significati emotivi, culturali e sociali, il tutto frutto di scelte strettamente personali ma spero abbastanza rappresentative della storia musicale israeliana. La canzone di questa volta “Il fiore nel mio giardino” rappresenta più di tutte la grande svolta del pubblico israeliano nei confronti della musica “orientale” o “mediterranea” considerata fino ad allora il frutto di una sottocultura al di fuori dei tradizionali schemi musicali della musica leggera israeliana. Un genere musicale snobbato e sottovalutato perchè identificato con quella porzione di emigrati ebrei provenienti dai paesi arabi, portatori di una cultura e di una mentalità per molti versi in antitesi con gli allora vigenti valori di un paese fondato su basi laiche, socialiste e  parte integrante del mondo culturale occidentale. Uno scontro di civiltà dove almeno nel campo musicale lo stile mediterraneo ha avuto la meglio. Continua a leggere

Uscimmo lentamente

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E’ scomparso Arik Einstein, non posso dire se sia stato il miglior cantante israeliano di tutti i tempi, ma sicuramente e’ stato uno dei piu’ significativi, le sue canzoni sono da sempre parte integrante della colonna sonora della cultura israeliana. Continua a leggere