Caro nemico ti scrivo. Sette anni dopo

מנהרות

Questo articolo lo postai sette anni fa, nel 2014. Riveduto e corretto è rimasto tristemente attuale e molto probabilmente continuerà ad esserlo per ancora tanto tempo.

Scrivo a te palestinese abitante a Gaza, non agli attivisti di Hamas ma ad un essere umano che abbia i miei stessi basilari desideri, quelli di vivere in pace e prosperita’ con i propri vicini. So che probabilmente queste parole non ti arriverranno ma le scrivo ugualmente, la scrittura è il mio mezzo di comunicazione, la mia catarsi. Continua a leggere

Guerra o pace?

כיפת ברזל

Alcuni commenti ancora a caldo su quello che sta succedendo in Israele, conscio del fatto che la dinamica in questa zona è tale che una parte di ciò che scrivo sara obsoleto entro poche ore.

Solo nelle ultime 24 ore sono caduti su Israele più di mille razzi, il 90% dei quali intercettati dal sistema Iron Dome, e questo spiega il numero minimo delle vittime ,5, fino ad ora. Paradossalmente questi attacchi indiscriminati verso la popolazione civile hanno ucciso due cittadini arabi israeliani, cosa del resto già avvenuta durante la seconda guerra del Libano del 2006. Il sistema difensivo israeliano è basato anche sul fatto che per legge ogni appartamento debba essere fornito di una stanza di sicurezza, un vano in grado di proteggere il nucleo familiare dall’esplosione di un razzo nelle immediate vicinanze. Continua a leggere

L’angelo in bianco

esther arditi

Chi mi legge da tempo si sarà accorto, almeno lo spero, che cerco di sottolineare in particolare i personaggi femminili che hanno contribuito alla storia d’Israele. Probabilmente nomi come Hanna Maizel, Michal Arbel e  Zohara Leviatov non vi dicono niente, ma sono tutti personaggi estremamente interessanti ed affascinanti. Oggi è il turno di Esther Arditi, bulgara di origine ma livornese di adozione. La prima donna ad entrare nella città vecchia di Gerusalemme durante la guerra dei sei giorni.

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Il MIG(liore) regalo del Mossad (seconda parte)

Inspiegabilmente nessuno a Bagdad si insospettisce e la vendita passa clamorosamente innosservata. La prossima tappa dell’operazione è quella di fare espatriare la famiglia del pilota in modo discreto e segreto. L’aiuto arriva dalla resistenza curda, in quel periodo addestrata e finanziata dagli israeliani, che riesce a trasbordare la famiglia Radfa fuori dai confini iracheni. Continua a leggere

Il MIG(liore) regalo del Mossad (prima parte)

L’alone di mistero e di leggenda che circondano i servizi segreti israeliani sono noti a tutti, ma è solo spulciando attentamente il resumè del Mossad che si riesce a percepire la potenzialità e la creatività con cui “l’Istituto per le informazioni e i servizi speciali”, questa è la sua completa dicitura, riesce a portare a termini compiti a prima vista impossibile.

E’ il caso dell’ Operazione Diamante, l’acquisizione di un Mig 21 di fabbricazione sovietica completamente funzionante compreso il pilota e il manuale d’istruzioni, tutto questo in piena guerra fredda. Il tutto comincia quasi per gioco, durante una colazione fra il Meir Amit, capo dell’intelligence, ed Ezer Weizmann, capo dell’aviazione israeliana, il primo chiese al suo amico quale fosse la cosa di cui avesse maggiormente bisogno, “Procurami un Mig 21” fu l’inaspettata risposta dell’interlocutore. “Ma lo sai che è impossibile” ribattè Amit, ” gli americani  e tutti i maggiori servizi segreti occidentali ci stanno provando da anni, senza nessuna riuscita”. “Se era una cosa facile mica venivo a chiederla a te” fu la lapidaria risposta del pilota. Continua a leggere

Il Palmach

Siamo agli inizi degli anni ’40 del XXsimo secolo. La Seconda Guerra Mondiale è al culmine e la Gran Bretagna e i suoi alleati si trovano ancora sulla difensiva. Nella Palestina Mandataria gli inglesi cominciano a redigere un piano di evacuazione nel caso che le truppe dell’Africa Korps di Rommel riuscissero a sfondare le difese inglesi in Egitto e contemporaneamente cominciassero a minacciare dal Libano e dalla Siria la Galilea. E’ in questo scenario apocalittico che nasce il Palmach, l’acronimo ebraico di Plugot Mahaz, traducibile in truppe d’assalto. Continua a leggere

E la terra si placherà

Domani sera, 27/4/20 comincerà in Israele Yom haZikaron, la giornata del ricordo. E’ la giornata in cui si ricordano tutti i caduti, civili e militari, che hanno contribuito alla nascita e all’esistenza dello Stato d’Israele. A tutt’oggi il numero dei caduti è di 23.816 persone. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la data d’inizio di questo triste calcolo non è direttamente collegata alla dichiarazione d’Indipendenza del 14/5/1948 ma è molto più anteriore. Per definizione la prima vittima legata ad atti di terrorismo contro gli ebrei dell’allora Impero Ottomano è considerata Aron Hersheld, assassinato il 1 gennaio 1873. Continua a leggere

La storia fantastica

“Questa è la storia di come un Baggins ebbe un’avventura e si trovò a fare e dire cose del tutto imprevedibili”  (J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit)

Israele è un paese relativamente piccolo, grande quanto la Lombardia, e giovane (fondato nel 1948). Ma è incredibile la quantità di storie e curiosità che si riesce a trovare nascoste accuratamente fra le pieghe dell’attualità quotidiana. Come tanti dei racconti di cui scrivo di volta in volta, anche questo ha del surreale, anzi del fiabesco, ed è naturale che sia così visto che oggi ci occuperemo di Hobbit. Continua a leggere

Non solo Entebbe

L’operazione Yonathan, meglio conosciuta come operazione Entebbe è ormai entrata di diritto nel Pantheon delle azioni militari da manuale.  Volare per 3.800 km e riuscire a riportare a casa 105 ostaggi e 12 membri dell’equipaggio con pochissime perdite fu un impresa quasi probabilmente irripetibile, e l’alone di leggenda che la circonda è più che meritato. Continua a leggere