Nozze di sangue

 

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Il filmato trasmesso mercoledì scorsco dalla rete televisiva israeliana Channel 10 rappresenta una pietra miliare nella storia del sionismo. I termini del prossimo scontro all’interno della società israeliana non sono più i vecchi e classici schemi fra ultra ortodossi e laici, ricchi e poveri, sefarditi e aschenaziti e neanche fra arabi israeliani ed ebrei, la grande sfida da combattere non è affatto nuova ma solo adesso si è rivelata in modo così scioccante agli occhi dell’opinione pubblica ed è la lotta fra la maggioranza sana e razionale della società israeliana contro una minoranza da non prendere assolutamente sottogamba ligia esclusivamente ai dettami più intransigenti e più estremisti che l’ebraismo possa rappresentare. Una minoranza pronta a sacrificare l’esistenza stessa di Israele pur di raggiungere lo scopo di creare un nuovo regno messianico. Continua a leggere

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Gerusalemme brucia?

 

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Alla luce dei continui atti di terrore perpetrati contro civili israeliani nelle ultime settimane la domanda di rito è se sia iniziata o no la terza intifada palestinese. La risposta per il momento non è affatto univoca. Secondo l’intelligence israeliana non esiste ancora un’organizzazione vera e propria che diriga le operazioni sul campo, per il momento la dirigenza politico religiosa palestinese si limita a sostenere le azioni in corso dandole così una patina di legalità. Ma per il momento le forze di sicurezza dell’autonomia palestinese si tengono ufficialmente ancora in disparte preferendo le azioni sporadiche dei vari cani sciolti, molto più difficili da prevedere e contrastare. Continua a leggere

Bibi Bum Bam

(Bi)Bim Bum Bam

Il conto alla rovescia è già iniziato, fra poco più di tre mesi si svolgeranno in Israele le elezioni anticipate, al termine di una legislatura durata poco meno di due anni, un record negativo nella storia della politica israeliana. D’altra parte non pochi commentatori ne avevano prospettato la possibilità visto gli scomodi alleati con i quali Nethanyau era stato costretto a formare il suo governo. Senza non pochi tentennamenti Nethanyau ha deciso di rimescolare le carte e il 17 marzo, questa la data delle elezioni, si rivelerà una data decisiva per il futuro politico di chi ha guidato il paese ininterrottamente dal 2009 ad oggi. Continua a leggere

La solitudine dei numeri primi

 

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Non riesco a ricordarmi un periodo della sua vita in cui Bibi Nathanyau fosse più solo di quello attuale. Non è che non abbia passato dei brutti momenti, anzi, ma a differenza di adesso c’era sempre la sensazione che avesse una base su cui contare ed un programma con il quale trascinare ministri, deputati ed elettori. L’impressione odierna è che il primo ministro israeliano sia diventato prigioniero della sua retorica e dei suoi proclami anti terrorismo con i quali aveva da sempre costruito le sue campagne elettorali. Da tempo l’uomo forte della politica israeliana è stato superato a destra da personalità almeno sulla carta ben più radicali, e Nathanyau si ritrova ancora una volta di fronte ad un bivio del quale avrebbe fatto volentieri a meno: da un lato avviare un compromesso con quello che ancora adesso è considerato da tutti un pericoloso gruppo terroristico, o come alternativa inserire nella trattativa Abu Mazen, considerato fino ad un paio di mesi fa debole, inaffidabile ed inacettabile come possibile controparte di una qualsiasi trattativa di pace. Continua a leggere

Una lunga bollente estate

 

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E’ stupefacente e demoralizzante al tempo stesso il comportamento della leadership israeliana e palestinese in un momento di crisi così grave come quello attuale. Come in un grottesco gioco delle parti ciò che andava condannato dai palestinesi durante i 18 lunghi ed estenuanti giorni della scomparsa di Ghilad, Naftali ed Eyal andrebbe condannato anche dal governo israeliano e soprattutto da tutta la leadership religiosa, cosa che sfortunatamente non avviene in maniera omogenea e compatta. Continua a leggere

I figli prodighi

שובו בנים

 

Qualche riflessione a ventiquattr’ore dalla scoperta dei corpi di Ghilad, Naftali ed Eyal, il tempo minimo per ricominciare a ragionare con la testa cercando di limitare il più possibile le sensazioni emotive che un crimine così efferato comportano. Continua a leggere

Tutti gli uomini del Presidente

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Dopo una lunga serie di trattative ed un estenuante braccio di ferro fra Yair Lapid e Naftali Bennet da un lato e  Benjamin Netanyahu dall’altro, si e’ finalmente arrivati ad un accordo di coalizione per la formazione del nuovo governo israeliano, il 33° per l’esattezza. La nuova coalizione era gia’ stata anticipata su Mosaico immediatamente dopo i risultati elettorali come una delle tre possibili alternative ed e’ formata da uno schieramento di centro-destra composto da Likud Beitenu, Yesh Atid ed il movimento di Zippi Livni per un totale di 68 seggi su 120. Continua a leggere