Il kibbuz diventa grande

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Dopo l’esperienza di Degania si fa avanti un nuovo concetto di vita comunitaria: invece di costruire una societa’ troppo piccola e troppo intima bisogna costruire dei kibbuzim piu’ grandi costituiti non piu’ da poche decine di membri ma da diverse centinaia. Solo cosi il kibbuz sara’ in grado di crescere numericamente ed influire dall’interno la societa’ circostante, contribuendo cosi a creare una societa’ socialista egualitaria ed un nuovo tipo di uomo in antitesi al tipico modello di ebreo diasporico. Il serbatoio umano ed ideologico dei kibbuzim proviene dai movimenti giovanili sionisti-socialisti che si sono formati un po’ dappertutto in Europa, soprattutto in quella orientale. Se i fondatori di Degania erano 12, i fondatori di Ein harod, kibbuz costituitosi un decennio piu’ tardi, erano oltre 200. L’idea di una societa’ piu’ giusta e il ritorno ai lavori agricoli e alla costruzione dal nulla di una nuova patria sono i principali catalizzatori della crescita vertiginosa del movimento negli anni 30 e 40. Alla vigilia della seconda guerra mondiale il numero dei membri dei kibbuzim si aggirava intorno ai 25 mila, il 5% della popolazione, nel 1949 raggiungera’ il suo culmine in termini percentuali: 50 mila persone per un totale del 7,5%.

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