La guerra giudaica

di Luciano Assin

Guida turistica per Israele

“Qui termina la mia storia, che avevo promesso di scrivere con la più scrupolosa precisione per chiunque volesse conoscere quali furono le vicende di questa guerra fra i romani e i giudei. Dei suoi pregi letterari lascio giudicare ai lettori, ma per quanto riguarda la sua veridicità non avrei alcuna esitazione a dichiarare con sicura coscienza che in tutta la mia opera non ho avuto di mira che quella”

Termina cosi “La guerra giudaica” il libro con cui Yossef ben Mattitiahu, più conosciuto in Italia come Giuseppe Flavio, riporta con piglio da storico i fatti che portarono alla Grande Rivolta che sconvolse la provincia romana della Giudea dal 66 al 70 d.c. con il triste e doloroso epilogo della distruzione del Santuario di Gerusalemme ad opera delle legioni romane di Tito.

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Il pane divino

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di Luciano Assin

Guida turistica per Israele

“Figlio dell’uomo, io ti mando ai figli d’Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: “Dice il Signore Dio. Ascoltino o non ascoltino, dal momento che sono una genia di ribelli, sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro. (Ezechiele 2, 3-5).

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L’undicesima piaga

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Di Luciano Assin

Guida turistica per Israele

Pesah, la Pasqua ebraica, è alle porte, e gli ebrei di tutto il mondo si apprestano a festeggiare contemporaneamente  la festa della liberazione dalla schiavitù in Egitto, l’inizio del nuovo anno ebraico (secondo alcune interpretazioni) e la festa della Primavera. L’uscita dall’Egitto per i figli d’Israele è stato il momento culmine di una lunga serie di calamità di cui soffrì il paese dei faraoni fino a quando fu concesso agli ebrei di lasciare il paese. Per chi se lo fosse dimenticato o non lo sapesse per niente le dieci piaghe che permisero al popolo ebraico di liberarsi dalle catene della schiavitò furono le seguenti:  sangue, rane, zanzare, mosche, moria del bestiame, ulcere, grandine, cavallette, tenebre e morte dei primogeniti.

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E’ morto il re (anzi la regina). Viva il re

Di  Luciano Assin

Guida turistica per Israele

 

Questa volta mi rifaccio ad un articolo non mio per sottolineare il collegamento per niente scontato fra l’incoronazione dei reali d’Inghilterra e Gerusalemme

Buona lettura!

Il regalo di Natale

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di Luciano Assin guida turistica per Israele

Una delle svariate epopee che precedettero la fondazione dello Stato d’Israele è menzionata nei libri di storia come Alià Bet traducibile in italiano come immigrazione illegale. Questa denominazione raccoglie diverse epoche, tutte comprese nel periodo del Mandato Britannico, ma quella per eccellenza si svolse dall’immediato dopoguerra fino alla proclamazione dello Stato ebraico. L’Alià Bet si svolse principalmente attraverso lo sbarco di piccole navi mercantili, vere  proprie carrette del mare, colme di profughi ebrei scampati alla Shoà e ansiosi di arrivare in Eretz Israel, il termine ebraico che denominava allora la palestina mandatoria. Si calcola che nel triennio 45-48 qualcosa come 84mila persone riuscirono a forzare il blocco navale inglese ed approdare sulle coste israeliane. La più famosa di tutte queste navi è sicuramente l’Exodus, ma la storia di oggi è dedicata ad una storia meno conosciuta ma svoltasi proprio in questo periodo e più precisamente nella notte di Natale del 1945.

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Acqua azzurra acqua chiara

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Da quando sono arrivato in Israele 40 e passa anni fa, non mi ricordo di un singolo giorno in cui non si è parlato di emergenza idrica. Nei programmi televisivi per i bambini andava in voga una canzoncina dal titolo “E’ un peccato per ogni goccia“, l’altezza del lago di Tiberiade era monitorata in continuità ed influiva sul morale del paese, la Tv locale trasmetteva spot pubblicitari dove “Israele si sta prosciugando“. Insomma una situazione a dir poco apocalittica.

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Indiani a cavallo

di Luciano Assin guida turistica per Israele

Nonostante i numerosi punti di interesse, Haifa è considerata una città sonnecchiosa dagli israeliani, un’eterna Bella Addormentata che non è ancora riuscita a liberarsi completamente dal suo torpore. E’ vero che ogni tanto ha dei colpi di coda di tutto rilievo come la festa di tutte le feste che è appena cominciata, però in generale non è considerata un vero polo di attrazione. Ma come ormai dovrei essere riuscito a spiegarvi, Israele riserva tante sorprese e innumerevoli angoli nascosti che aspettano solo di essere (ri)scoperti per valorizzarne il loro valore, e anche il secondo porto del paese non fa eccezione a questa ferrea regola.

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Matusalemme è vivo e vegeto

Di Luciano Assin guida turistica per Israele

“Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro del Libano. Quelli che sono piantati nella casa del Signore fioriranno nei cortili del nostro Dio. Porteranno ancora frutto nella vecchiaia; saranno pieni di vigore e verdeggianti” (Salmi 92:12-15)

E’ abbastanza difficile datare la storia di questo post visto che si svolge su tre livelli temporali diversi e distinti. Potrei dire che inizia più di 2000 anni fa con la costruzione della fortezza di Masada da parte di Erode il grande. O forse è più esatto collocarli negli anni ’60 del secolo scorso durante gli scavi archeologici svoltisi nel sito? E se invece ci spostassimo nel 2015 quando alcuni noccioli di palma da dattero vecchi almeno un paio di millenni sono stati magicamenti fatti resuscitare? Datemi ancora qualche minuto di lettura e vedrete che insieme riusciremo a riunire i tasselli di questa storia complessa e affascinante.

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Cambiare il mondo

Luciano Assin Guida turistica in Israele

Il post di oggi è dedicato ad una canzone molto famosa in Israele, e anche se un pò datata, essendo stata scritta nel 1971, rimane sempre attuale.

La canzone si chiama “Ani ve ata” (io e te) e descrive in una maniera un po ingenua la forza dell’ottimismo, seppure leggermente velata da un mix di ironia e cinismo tipico dell’umorismo israeliano. L’autore, famosissimo in Israele, è Arik Einstein protagonista della scena culturale israeliana per diversi decenni fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2013. Navigando distrattamente nel web ho scoperto che la canzone ebbe una cover in italiano eseguita da un gruppo musicale mai sentito in precedenza, i Capsicum Red. Più che per la loro carriera, i Capsicum Red si ricordano per il fatto che il loro chitarrista, Red Canzian, è entrato a far parte dei Pooh come bassista, diventando così titolare di una carriera di enorme successo. I Capsicum Red, invece, nella loro breve esistenza, rimasero piuttosto in ombra. Eccovi la traduzione del testo originale in italiano;

 

Ani ve ata (io e te)

Io e te cambieremo il mondo

Io e te poi verranno gli altri

Lo hanno già detto prima

Non importa, io e te cambieremo il mondo

Io e te ci proveremo da capo

Se ci  andrà male, non importa non è terribile

Lo hanno già detto prima di me

Non importa, io e te cambieremo il mondo

Io e te cambieremo il mondo

Io e te poi verranno gli altri

Lo hanno già detto prima

Non importa, io e te cambieremo il mondo

L’ape Maia

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di Luciano Assin

Guida turistica per Israele

E’ risaputo che le api sono grandi lavoratrici. Chi le conosce profondamente afferma che sono una delle organizzazioni sociali più evolute e affascinanti nel campo animale, insomma un esempio da seguire anche per noi umani. Ed è proprio su queste basi che è nato il progetto Sinsilla.

Sinsilla in arabo significa “terrazza agricola”, il suo obiettivo è quello di creare delle oasi urbane dove sviluppare piccole attività agricole in grado di aiutare nuclei familiari sotto o prossimi alla soglia di povertà ad aumentare le proprie entrate economiche. Questo progetto è molto attivo in alcuni quartieri arabi di Gerusalemme est dove i vicoli stretti che separano le abitazioni non permettono nessun tipo di attività simili.

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