L’esame di coscienza

C’è gran fermento all’interno del movimento dei kibbutzim. La segreteria della federazione che raggruppa più di 270 villaggi collettivi, ha dato ufficialmente il via ad un reclutamento generale per impedire o ostacolare la decisione del Governo Netanyahu di espellere decine di migliaia di profughi e immigranti clandestini presenti in Israele e provenienti per lo più dall’Eritrea e dalla regione del Darfur nel Sudan.

I kibbutzim si stanno organizzando su diversi fronti: raccolta di viveri di prima necessità, accoglienza di piccoli gruppi ed assunzione nel campo lavorativo. Inoltre si sta lavorando per creare una struttura di adozione parziale destinata ad una fascia di età particolarmente sensibile. Si tratta di ragazzi nati, cresciuti ed educati in Israele che diventati ormai maggiorenni sono anche loro passibili della possibile espulsione.

Continua a leggere

DURE ACCUSE DI CORRUZIONE PER NETANYAHU. ISRAELE A UNA SVOLTA.

 

Quando il premier israeliano Beniamin Netanyahu ha iniziato il suo discorso in diretta televisiva in prime time è sembrato per qualche minuto di assistere ad una drammatica ma necessaria svolta politica della sua carriera e del futuro dello stato ebraico.

Il discorso del primo ministro era inevitabile visto che entro pochi minuti la polizia israeliana avrebbe pubblicato gli esiti dell’inchiesta durata numerosi mesi nei confronti di Bibi. Un’inchiesta che terminava con la decisione da parte degli inquirenti di accusare Netanyahu di corruzione e abuso di fiducia e di trasmettere i risultati di due inchieste separate all’autorità giudiziaria.

Continua a leggere

Gioventù bruciata?

 

Nell’ultimo inserto settimanale pubblicato venerdì 12.5.2017 il popolare quotidiano israeliano Yedioth hahahronot ha pubblicato un interessante articolo sulle posizioni politiche e sociali della gioventù israeliana. L’articolo analizza i dati statistici di un progetto a lungo respiro che riporta le posizioni politiche della popolazione giovanile dal 1998 ad oggi. I dati non sono poi così sorprendenti per chi vive in Israele, ma un conto sono gli istinti personali e un altro i risultati matematici. Se vogliamo essere sintetici al massimo le conclusioni sono le seguenti: la gioventù israeliana ebraica si sposta sempre di più a destra, sta diventando più religiosa e ha meno fiducia nelle istituzioni. La prossima generazione si sta profilando come meno liberale e meno ottimistica. il principale nodo da risolvere non è costituito ne dai rapporti fra Israele e palestinesi, ricchi e poveri, ashkenaziti e sefarditi o destra e sinistra. Il vero punto di tensione è rappresentato dai rapporti fra la popolazione ebraica e quella araba all’interno dei confini del 1967, la maggior parte degli intervistati giudica insostenibile l’attuale stato delle cose, ritenendo il conflitto in questione come la minaccia più grande all’interno della società israeliana. Continua a leggere

Il codice Peres

peres

 

“In quel tempo c’erano sulla terra i giganti (Nefilim), e ci furono anche di poi…Essi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi”. (Genesi 6:4). Questo mito dei Nefilim è stato usato da sempre in Israele per paragonare i padri fondatori a queste mitologiche figure. Con la scomparsa di Peres si può affermare senza ombra di smentita che l’ultimo dei Nefilim della fondazione dello stato d’Israele ci ha lasciato. Continua a leggere

Gioventù bruciata

coltelli

 

L’Intifada dei coltelli, denominata anche l’Intifada dei singoli ha creata una nuova situazione nella già complessa realtà israeliana dove dal momento in cui si nasce il tema della sicurezza, nazionale e personale, è perennemente all’ordine del giorno.

Sia l’esercito che i servizi di sicurezza non riescono ancora a fornire un’adeguata protezione ad un fenomeno ben lungi da esaurirsi e praticamente impossibile da prevedere coi tradizionali sistemi adottati sino ad oggi. Israele dispone di un ottima rete informativa all’interno della società palestinese, una parte delle informazioni viene fornita dall’Autorità Palestinese e quello che manca viene procurata dai servizi d’intelligence dell’esercito.

Tutto questo non può nulla contro un nugolo di ragazzini pronti a immolarsi in nome di una causa tanto illusoria quanto inutile. E’ possibile delineare un profilo di questa nuova gioventù palestinese così disperata e priva di sogni e progetti per il futuro? E possibile che il solo sbocco possibile per questi adolescenti sia il martirio e il sacrificio della propria vita? Qualcosa di molto profondo è cambiato nel secolare conflitto fra arabi e israeliani e se non riusciremo a comprenderne le cause il più presto possibile la situazione degenererà fino al punto di non ritorno. Continua a leggere

Nozze di sangue

 

images

Il filmato trasmesso mercoledì scorsco dalla rete televisiva israeliana Channel 10 rappresenta una pietra miliare nella storia del sionismo. I termini del prossimo scontro all’interno della società israeliana non sono più i vecchi e classici schemi fra ultra ortodossi e laici, ricchi e poveri, sefarditi e aschenaziti e neanche fra arabi israeliani ed ebrei, la grande sfida da combattere non è affatto nuova ma solo adesso si è rivelata in modo così scioccante agli occhi dell’opinione pubblica ed è la lotta fra la maggioranza sana e razionale della società israeliana contro una minoranza da non prendere assolutamente sottogamba ligia esclusivamente ai dettami più intransigenti e più estremisti che l’ebraismo possa rappresentare. Una minoranza pronta a sacrificare l’esistenza stessa di Israele pur di raggiungere lo scopo di creare un nuovo regno messianico. Continua a leggere

The times they are a changing

 

guy

Ho avuto modo di assistere un paio di settimane fa ad una conferenza di Guy Bechor, un nome una garanzia. Bechor è molto conosciuto in Israele ed è considerato uno dei migliori esperti del medio oriente presenti sulla piazza. Giornalista, giurista, storico e commentatore politico, Bechor ha insegnato ad Harvard ed al centro interdisciplinare di Herzlia e dirige un suo personale blog dal nome GPlanet. Si occupa della realtà medio orientale dal 1981 quando ha cominciato a lavorare all’interno di Galei Zahal, la radio militare dell’esercito. In tutto questo periodo ha fatto in tempo a visitare il Cairo per più di cento volte ed a imparare l’arabo ed il persiano per poter leggere e comprendere articoli e servizi televisivi della parte opposta. Insomma non proprio uno sprovveduto. Continua a leggere

Vent’anni dopo

שרוליק

Sono passati vent’anni dall’assassinio di Itzhak Rabin e a differenza del sequel de i “Tre moschettieri” di Alexandre Dumas padre la realtà politica e sociale israeliana è ben lontana da un qualsiasi lieto fine. Il programma di pace sancito dagli accordi di Oslo di due stati per due popoli si allontana sempre di più senza avere nessuna seria alternativa, israeliani e palestinesi soffrono entrambi di una cronica miopia politica ormai sfociata in un comodo ma pericoloso immobilismo. Il mondo arabo sta cambiando radicalmente la sua struttura geopolitica, un evento di portata epocale del quale nessuno è in grado di prevederne gli sviluppi neanche nel breve termine. La società israeliana si trova ancora più divisa e più frammentata di quanto lo fosse prima di quel fatidico 4/11/1995 ed i segnali di questi cambiamenti così radicali e continui sono sotto gli occhi di tutti. L’esempio più eclatante e preoccupante di questo nuova realtà è il continuo attacco mediatico rivolto verso le istituzioni, un attacco in atto soprattutto sui social network culminato con messaggi pieni di odio e violenza nei confronti di Reuven Riblin, l’attuale Presidente dello stato d’Israele. Continua a leggere

Il sentiero dei figli

בשביל הבנים

 

Fra pochi giorni e più precisamente il 30 ottobre si terrà un commovente manifestazione in ricordo dei soldati israeliani di fede drusa caduti nel compimento del loro dovere durante i 67 anni di esistenza dello stato ebraico. La manifestazione si chiama in ebraico “bishvil banim” e contiene un doppio significato, può significare infatti al tempo stesso “nel sentiero dei figli” che “per i figli” e il gioco di parole coglie in pieno il significato del progetto in corso. La creazione di un percorso in mezzo alla natura da percorrere sia a piedi che in bicicletta, un percorso che attraverserà la maggior parte dei villaggi drusi del paese per poi terminare in uno dei luoghi a loro più sacri,  il santuario di Nabi Shuay’b situato a una decina di chilometri a nord ovest di Tiberiade. Continua a leggere

Gerusalemme brucia?

 

gerusalemme

Alla luce dei continui atti di terrore perpetrati contro civili israeliani nelle ultime settimane la domanda di rito è se sia iniziata o no la terza intifada palestinese. La risposta per il momento non è affatto univoca. Secondo l’intelligence israeliana non esiste ancora un’organizzazione vera e propria che diriga le operazioni sul campo, per il momento la dirigenza politico religiosa palestinese si limita a sostenere le azioni in corso dandole così una patina di legalità. Ma per il momento le forze di sicurezza dell’autonomia palestinese si tengono ufficialmente ancora in disparte preferendo le azioni sporadiche dei vari cani sciolti, molto più difficili da prevedere e contrastare. Continua a leggere