Fuochi d’artificio

post trauma

di LUCIANO ASSIN

Guida turistica italiana per Israele

Per chi non viva in Israele, penso sia impossibile comprendere fino in fondo il significato di Yom hazikaron e Yon ha Azmauth.

Il primo è il giorno dedicato ai caduti in tutte le numerose guerre che il paese ha dovuto affrontare nello corso della sua esistenza, ad essi vanno aggiunti anche le vittime degli innumerevoli atti di terrorismo che nel corso dei decenni hanno mietuto migliaia di vittime innocenti. Continua a leggere

La panchina dell’amore

DI LUCIANO ASSIN

GUIDA TURISTICA PER ISRAELE

Quej cont on cervell ristrett
Pensen che ‘sti panchett
Che vedom per i strad
Hinn miss lì domà
Per fà settà giò i disgraziaa
Ma però l’è minga inscì
Se propi devi dì
Perché i hann sistemaa:
L’è per fà settà
I moros che voeuren limonà

E’ l’inizio della versione in milanese di una bellissima canzone di George Brassens “Les amoreux sur le bancs pubblic” tradotta da Nanni Svampa in “I panchett“. Per la traduzione cavatevela da soli.

Tutto questo mi è venuto in mente quando sono venuto a conoscenza del fatto che Itamar Tal, un noto artista israeliano, abbia avuto una bella ed originale idea legata propria alle panchine e agli innamorati. Nel bel mezzo di Tel Aviv infatti, e più precisamente nella frequentatissima via pedonale Nahalat Binyamin, Itamar incontra ogni martedì pomeriggio chiunque sia alla ricerca di un’anima modella. In quelle poche ore si trasforma in un matchmaker, un combinatore di matrimoni. O se preferite di solidi legami sentimentali.

Per Itamar si tratta quasi di una missione, lo fa volontariamente, senza richiedere nessun compenso finanziario o di altro tipo. Dal suo punto di vista il contatto personale è fondamentale per cercare di individuare il partner ideale. “Ogni pentola ha il suo coperchio” recita un detto ebraico, e Itamar è l’addetto al controllo qualità del reparto vasellame e amore. Se la missione riesce tutto quello che chiede è di passare il favore a qualcun altro, non necessariamente un altro matrimonio, basta un gesto gentile, una donazione, in ogni caso qualcosa fatta col cuore.  

Per l’ebraismo chi riesce a combinare tre matrimoni ha il posto in Paradiso assicurato. Una buona ragione per scegliere anche noi una panchina dove intrattenere le persone.

L’esame di coscienza

C’è gran fermento all’interno del movimento dei kibbutzim. La segreteria della federazione che raggruppa più di 270 villaggi collettivi, ha dato ufficialmente il via ad un reclutamento generale per impedire o ostacolare la decisione del Governo Netanyahu di espellere decine di migliaia di profughi e immigranti clandestini presenti in Israele e provenienti per lo più dall’Eritrea e dalla regione del Darfur nel Sudan.

I kibbutzim si stanno organizzando su diversi fronti: raccolta di viveri di prima necessità, accoglienza di piccoli gruppi ed assunzione nel campo lavorativo. Inoltre si sta lavorando per creare una struttura di adozione parziale destinata ad una fascia di età particolarmente sensibile. Si tratta di ragazzi nati, cresciuti ed educati in Israele che diventati ormai maggiorenni sono anche loro passibili della possibile espulsione.

Continua a leggere

DURE ACCUSE DI CORRUZIONE PER NETANYAHU. ISRAELE A UNA SVOLTA.

 

Quando il premier israeliano Beniamin Netanyahu ha iniziato il suo discorso in diretta televisiva in prime time è sembrato per qualche minuto di assistere ad una drammatica ma necessaria svolta politica della sua carriera e del futuro dello stato ebraico.

Il discorso del primo ministro era inevitabile visto che entro pochi minuti la polizia israeliana avrebbe pubblicato gli esiti dell’inchiesta durata numerosi mesi nei confronti di Bibi. Un’inchiesta che terminava con la decisione da parte degli inquirenti di accusare Netanyahu di corruzione e abuso di fiducia e di trasmettere i risultati di due inchieste separate all’autorità giudiziaria.

Continua a leggere

Gioventù bruciata?

 

Nell’ultimo inserto settimanale pubblicato venerdì 12.5.2017 il popolare quotidiano israeliano Yedioth hahahronot ha pubblicato un interessante articolo sulle posizioni politiche e sociali della gioventù israeliana. L’articolo analizza i dati statistici di un progetto a lungo respiro che riporta le posizioni politiche della popolazione giovanile dal 1998 ad oggi. I dati non sono poi così sorprendenti per chi vive in Israele, ma un conto sono gli istinti personali e un altro i risultati matematici. Se vogliamo essere sintetici al massimo le conclusioni sono le seguenti: la gioventù israeliana ebraica si sposta sempre di più a destra, sta diventando più religiosa e ha meno fiducia nelle istituzioni. La prossima generazione si sta profilando come meno liberale e meno ottimistica. il principale nodo da risolvere non è costituito ne dai rapporti fra Israele e palestinesi, ricchi e poveri, ashkenaziti e sefarditi o destra e sinistra. Il vero punto di tensione è rappresentato dai rapporti fra la popolazione ebraica e quella araba all’interno dei confini del 1967, la maggior parte degli intervistati giudica insostenibile l’attuale stato delle cose, ritenendo il conflitto in questione come la minaccia più grande all’interno della società israeliana. Continua a leggere

Il codice Peres

peres

 

“In quel tempo c’erano sulla terra i giganti (Nefilim), e ci furono anche di poi…Essi sono gli uomini potenti che, fin dai tempi antichi, sono stati famosi”. (Genesi 6:4). Questo mito dei Nefilim è stato usato da sempre in Israele per paragonare i padri fondatori a queste mitologiche figure. Con la scomparsa di Peres si può affermare senza ombra di smentita che l’ultimo dei Nefilim della fondazione dello stato d’Israele ci ha lasciato. Continua a leggere

Gioventù bruciata

coltelli

 

L’Intifada dei coltelli, denominata anche l’Intifada dei singoli ha creata una nuova situazione nella già complessa realtà israeliana dove dal momento in cui si nasce il tema della sicurezza, nazionale e personale, è perennemente all’ordine del giorno.

Sia l’esercito che i servizi di sicurezza non riescono ancora a fornire un’adeguata protezione ad un fenomeno ben lungi da esaurirsi e praticamente impossibile da prevedere coi tradizionali sistemi adottati sino ad oggi. Israele dispone di un ottima rete informativa all’interno della società palestinese, una parte delle informazioni viene fornita dall’Autorità Palestinese e quello che manca viene procurata dai servizi d’intelligence dell’esercito.

Tutto questo non può nulla contro un nugolo di ragazzini pronti a immolarsi in nome di una causa tanto illusoria quanto inutile. E’ possibile delineare un profilo di questa nuova gioventù palestinese così disperata e priva di sogni e progetti per il futuro? E possibile che il solo sbocco possibile per questi adolescenti sia il martirio e il sacrificio della propria vita? Qualcosa di molto profondo è cambiato nel secolare conflitto fra arabi e israeliani e se non riusciremo a comprenderne le cause il più presto possibile la situazione degenererà fino al punto di non ritorno. Continua a leggere

Nozze di sangue

 

images

Il filmato trasmesso mercoledì scorsco dalla rete televisiva israeliana Channel 10 rappresenta una pietra miliare nella storia del sionismo. I termini del prossimo scontro all’interno della società israeliana non sono più i vecchi e classici schemi fra ultra ortodossi e laici, ricchi e poveri, sefarditi e aschenaziti e neanche fra arabi israeliani ed ebrei, la grande sfida da combattere non è affatto nuova ma solo adesso si è rivelata in modo così scioccante agli occhi dell’opinione pubblica ed è la lotta fra la maggioranza sana e razionale della società israeliana contro una minoranza da non prendere assolutamente sottogamba ligia esclusivamente ai dettami più intransigenti e più estremisti che l’ebraismo possa rappresentare. Una minoranza pronta a sacrificare l’esistenza stessa di Israele pur di raggiungere lo scopo di creare un nuovo regno messianico. Continua a leggere

The times they are a changing

 

guy

Ho avuto modo di assistere un paio di settimane fa ad una conferenza di Guy Bechor, un nome una garanzia. Bechor è molto conosciuto in Israele ed è considerato uno dei migliori esperti del medio oriente presenti sulla piazza. Giornalista, giurista, storico e commentatore politico, Bechor ha insegnato ad Harvard ed al centro interdisciplinare di Herzlia e dirige un suo personale blog dal nome GPlanet. Si occupa della realtà medio orientale dal 1981 quando ha cominciato a lavorare all’interno di Galei Zahal, la radio militare dell’esercito. In tutto questo periodo ha fatto in tempo a visitare il Cairo per più di cento volte ed a imparare l’arabo ed il persiano per poter leggere e comprendere articoli e servizi televisivi della parte opposta. Insomma non proprio uno sprovveduto. Continua a leggere

Vent’anni dopo

שרוליק

Sono passati vent’anni dall’assassinio di Itzhak Rabin e a differenza del sequel de i “Tre moschettieri” di Alexandre Dumas padre la realtà politica e sociale israeliana è ben lontana da un qualsiasi lieto fine. Il programma di pace sancito dagli accordi di Oslo di due stati per due popoli si allontana sempre di più senza avere nessuna seria alternativa, israeliani e palestinesi soffrono entrambi di una cronica miopia politica ormai sfociata in un comodo ma pericoloso immobilismo. Il mondo arabo sta cambiando radicalmente la sua struttura geopolitica, un evento di portata epocale del quale nessuno è in grado di prevederne gli sviluppi neanche nel breve termine. La società israeliana si trova ancora più divisa e più frammentata di quanto lo fosse prima di quel fatidico 4/11/1995 ed i segnali di questi cambiamenti così radicali e continui sono sotto gli occhi di tutti. L’esempio più eclatante e preoccupante di questo nuova realtà è il continuo attacco mediatico rivolto verso le istituzioni, un attacco in atto soprattutto sui social network culminato con messaggi pieni di odio e violenza nei confronti di Reuven Riblin, l’attuale Presidente dello stato d’Israele. Continua a leggere