E se Golia fosse stato un pò più basso?


Davide

Nuove scoperte archeologiche stanno cominciando a ridimensionare le dimensioni del gigantesco Golia, il biblico guerriero filisteo che terrorizzava le schiere dei combattenti israeliti fino a quando non venne un pastorello di nome Davide ad insegnarli che “le dimensioni non contano”. Ma cominciamo con ordine, soprattutto perchè tutti noi pensiamo di conoscere perfettamente la storia in questione senza magari averla analizzata profondamente.

Così recita la Bibbia nel primo libro di Samuele: “Dall’accampamento dei Filistei uscì un campione, chiamato Golia, di Gat; era alto sei cubiti e un palmo.  Aveva in testa un elmo di bronzo ed era rivestito di una corazza a piastre, il cui peso era di cinquemila sicli di bronzo.  Portava alle gambe schinieri di bronzo e un giavellotto di bronzo tra le spalle.  L’asta della sua lancia era come un subbio di tessitori e la lama dell’asta pesava seicento sicli di ferro; davanti a lui avanzava il suo scudiero.” E’ chiaro che per capire quale sia l’altezza di Golia e quanto pesasse il suo equipaggiamento dobbiamo scoprire quanto valgano questi benedetti cubiti, sicli e quant’altro.

Per quanto se ne sappia il cubito ebraico equivaleva 44.5 cm. Mentre il palmo corrispondeva alla sua metà, il siclo pesava fra i 10 e i 13 grammi. Fatte le debite proporzioni se ne deduce che il gigante filisteo fosse alto 290 cm.. L’armatura doveva pesare almeno 50 kg. E l’asta della lancia circa 6 kg. Pesi e dimensioni assolutamente impressionanti, soprattutto se teniamo conto che l’altezza media dell’epoca si aggira attorno ai 160 cm. Ma un mio intimo amico di nome Albert mi spiegò un giorno che “tutto è relativo” ed in effetti se cerchiamo altre fonti le misurazioni cambiano, e non di poco.

Se prendiamo per buona la traduzione biblica dei 70 i cubiti si riducono a quattro ed ecco che già scendiamo a 208 cm. Mentre Giuseppe Flavio nel suo “antichità giudaiche” parla anche lui di quattro cubiti senza aggiungerci però il palmo, portando così l’altezza di Golia a 208cm. Sempre un’altezza notevole per carità, ma già più ragionevole. Ma perchè tutta questa confusione? Probabilmente Golia non era così alto come ce lo descrive il Libro dei libri, la sua statura fu stata volutamente esagerata per fini propagandistici, per far risaltare ancora di più l’importanza della vittoria.

E ancora non abbiamo parlato del fatto che nel secondo libro di Samuele chi uccise il gigante fu tutta un altra persona, tale Elcanan, figlio di Iair di Betlemme. Ma questo è un enigma che dovrete risolvere da soli.

Golia era nativo di Gat, una delle cinque principali città filistee, secondo il libro di Giosuè, la città era una delle tre dove ancora abitavano gli Anakim, i giganti, e Gat era effettivamente grande almeno il doppio delle altre città-stato che formavano la Pentapoli filistea. Se poi andiamo ad analizzare la sfida potremmo scoprire cose molto interessanti ed arrivare alla conclusione che l’esito del confronto non fu così sorprendente come possa sembrare.

Cominciamo con le armi, Golia era armato come un fante dell’epoca, dalle dimensioni del guerriero e dal peso dell’equipaggiamento si capisce subito che i suoi movimenti dovevano essere necessariamenti lenti e forse adirittura goffi. Davide invece era fornito di una frombola, un’arma molto in uso nell’antichità, paragonabile ad una specie di artiglieria leggera. Ogni legione romana era dotato di un reparto di frombolieri che avevano una gittata effettiva di almeno 200 metri. Come proiettili venivano usati sassi e pietre, che erano sempre disponibili, anche sui campi di battaglia. Tuttavia un’evoluzione significativa fu l’introduzione delle “ghiande-missili” in piombo o in terracotta, che permettevano una maggiore perforazione, una maggiore precisione e una maggiore cadenza di tiro. Si è calcolato che un proiettile del genere potesse avere lo stesso impatto di una Magnum 45, quella dell’ispettore Callaghan, tanto per intenderci.

Altro elemento sul quale pochi si soffermano è la reale possibilità che Golia soffrisse di una forma di acromegalia, una particolare forma di gigantismo. Uno degli effetti più comuni di questa patologia è la riduzione del campo visivo. Nei casi più severi la riduzione acuta del campo visivo porta il malato a vedere solo gli oggetti posti di fronte a lui. Inoltre molti malati non sono consapevoli di questa limitazione fino a quando la stessa non diventa molto pronunciata. Alla base di questi nuovi elementi ecco che la biblica sfida fra il gigante Golia e Davide il piccoletto non ha più un esito così scontato. In casi come questo mi viene sempre in mente la mitica frase pronunciata da Tuco Ramirez nel film Il buono, il brutto e il cattivo: “I tipi grossi come te mi piacciono perchè quando cascano fanno tanto rumore”.

Insomma, mentre il detto “altezza mezza bellezza” ha una sua giustificazione, ecco che la statura in battaglia non sempre è determinante. In fin dei conti anche Asterix sapeva cavarsela niente male, certo avere al suo fianco un compagno di avventure come Obelix non guasta mai.

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