Chi è l’uomo?

Stasera comincia il giorno dell’espiazione, Yom Kippur in ebraico. Una giornata in cui i fedeli digiuneranno per 25 ore astenendosi da cibo e bevande implorando il Signore di espiarli dai peccato commessi durante l’ultimo anno e concedendoli un altro anno di esistenza iscrivendoli nel Libro della Vita.

Per l’occasione vi propongo una versione musicale di una parte del Salmo 34 eseguita da una folk singer molto famosa in Israele: Hava Alberstein.

La traduzione del testo è la seguente:

Chi è l’uomo che desidera la vita e che brama lunghi giorni per poter gioire del bene?

Trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra da parole bugiarde.

Allontanati dal male e fa’ il bene;cerca la pace e adoperati per essa.

I giorni del perdono

Sono cominciati i giorni del perdono, le “selichot” un periodo lungo un mese (per i sefarditi) in cui si chiede perdono di tutti i nostri peccati in vista del digiuno del Yom Kippur. Una delle canzoni classiche di questo periodo è “Adon ha Selichot”, Signore del perdono. Vi propongo di seguito una versione Techno

La traduzione delle prime righe è la seguente:

Signore del perdono che legge il nostro cuore

Abbiamo peccato nei tuoi confronti,

Abbi pietà di noi

Splendido nella tua meravigliaAnziano nella consolazione

Memore del patto coi nostri padri

Conoscitore dei nostri pensieri

Abbiamo peccato nei tuoi confronti

Abbi pietà di noi…

Le stelle di San Lorenzo

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In occasione della notte di San Lorenzo e delle stelle cadenti, voglio presentarvi questa canzone Yiddish pubblicata nel 1938 dal poeta ebreo polacco Lev Morgentoy. La canzone nacque come una poesia e venne solo in seguito musicata. Negli anni ’70 del secolo scorso la famosa cantante folk israeliana Hava Alberstein la fece tradurre in ebraico e la inserì in un disco di canzoni per bambini attraverso il quale raggiunse una certa notorietà.

Eccovi la versione originale in Yiddish 

Questo invece è un videoclip con la versione in ebraico

E questa è la traduzione:

 

L’ALBERO DELLE STELLE

Mio nonno possiede nel suo cortile un albero meraviglioso/ Non ce n’è un altro così al mondo mi dice

Non vi crescono frutti, tanto/i frutti alla fine marciscono

E’ un albero di stelle, che illuminano gli occhi/crescono e si sviluppano come se fossero in cielo

Quando gli si mostra una mela, grossa come un orso/lui coglie le sue stelle, che sono molto più belle

Una volta raccolte le stelle si dirige in città/ per venderle al mercato, 10 stelle per una lira

Accorrete gente, è la vostra occasione/le stelle sono a buon mercato e vivrete felici

E la gente attorno a lui ride e lo prende in giro/Nonno, non hai da venderci anche un pezzo di luna?

Tutti comprano, afferrano carote, ravanelli, riso/ ma un pugno di stelle, no grazie, non c’è bisogno

Il nonno gli guarda e il suo animo si emoziona/i vostri occhi sono ciechi e le orecchie sorde

Torna a casa con il suo cesto senza la minima tristezza/il tesoro è rimasto nelle sue mani, nelle loro i soldi

Mio nonno possiede nel suo cortile un albero meraviglioso

 

Buon ascolto e una buona visione di quante più stelle cadenti possibili

L’amore al tempo del Corona

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E ti vestirai di bianco

 

Questa sera comincia Tu beAv, l’equivalente ebraico della festa degli innamorati. Le origini di questa celebrazioni sono bibliche (libro dei Giudici cap.21, versetti 19-23) dove si parla per la prima volta di giovani e illibate fanciulle danzanti e vestite di bianco girare fra le vigne della contea di Giuda. In un testo talmudico il contesto è ancora più esplicito: “Non ci sono mai stati giorni più gioiosi di Tu beAv, quando le figlie di Gerusalemme uscivano vestite di abiti bianchi presi in prestito, per non destare vergogna in chi non lo aveva, per ballare fra le vigne. E cosi dicevano: guarda in giro ragazzo, guarda e scegli bene, ma non pensare solo alla bellezza, bensì alla famiglia”.Per una ricorrenza del genere niente di meglio di “Ti vestirai di bianco”, un classico della canzone israeliana per quanto riguarda le cerimonie matrimoniali. La canzone è stata composta da Noemi Shemer uno dei mostri sacri della musica leggera israeliana.

Ti vestirai di bianco

Quest’estate ti vestirai di bianco/e penserai pensieri chiari/forse riceverai una lettera d’amore/e forse indiremo nuove elezioni. tu mi eleggerai/ io ti eleggerò/ insieme formeremo la maggioranza/se quest’estate ti vestirai di bianco/ e pregherai per il meglio.

Colgo l’occasione per porgere i miei migliori auguri a Tom e Omer, una giovane coppia di Sasa che si sono sposati giusto ieri sera. Tom la conosco da quando era bambina e fa una certa impressione e molta emozione vedere questi ragazzini crescere, maturare e sposarsi.

Per tutte le gentili lettrici del mio blog c’è tempo fino a stasera per vestirsi di bianco e girare fra le vigne (o le osterie) del proprio paese. Chi ha già un amore sereno e soddisfacente rafforzerà il suo legame, e per chi è in cerca di qualcosa di nuovo oggi è serata di luna piena, niente di più romantico per farsi rapire, almeno per una notte.

Hag Sameach

Se son rose fioriranno.

Bennet

Dopo 12 anni ininterrotti al potere e più di 15 in totale Benjamyn Netanyahu ha cessato di governare Israele. Comincia una nuova era o è soltanto un breve incidente di percorso? E’ difficile dirlo, basti pensare che ancora spoche ore prima del voto molti dei più navigati commentatori politici israeliani erano in dubbio sulle reali possibilità da parte del duo Lapid-Bennet di formare un governo. Per inciso, sono li stessi opinionisti che fino a poco meno di un mese fa davano al 10% le probabilità che un simile governo potesse avere una chance. In ogni caso la risicata maggioranza e le grida e l’astio della nuova opposizione fanno prevedere che il nuovo governo non avrà per niente vita facile, almeno agli inizi.

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Un pieno di energia positiva

 

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Quanti simboli e significati possono nascondersi dietro ad un paio di innocue panchine? Moltissimi se siamo pronti a credere almeno in parte alla teoria di Richard Benishai, rappresentante in Israele della Geobiology, un ramo pseudoscientifico che raccoglie mistica, new age, dietrologia, religione e storia. Un mix senz’altro affascinante e degno di essere raccontato. Continua a leggere

Caro nemico ti scrivo. Sette anni dopo

מנהרות

Questo articolo lo postai sette anni fa, nel 2014. Riveduto e corretto è rimasto tristemente attuale e molto probabilmente continuerà ad esserlo per ancora tanto tempo.

Scrivo a te palestinese abitante a Gaza, non agli attivisti di Hamas ma ad un essere umano che abbia i miei stessi basilari desideri, quelli di vivere in pace e prosperita’ con i propri vicini. So che probabilmente queste parole non ti arriverranno ma le scrivo ugualmente, la scrittura è il mio mezzo di comunicazione, la mia catarsi. Continua a leggere

Guerra o pace?

כיפת ברזל

Alcuni commenti ancora a caldo su quello che sta succedendo in Israele, conscio del fatto che la dinamica in questa zona è tale che una parte di ciò che scrivo sara obsoleto entro poche ore.

Solo nelle ultime 24 ore sono caduti su Israele più di mille razzi, il 90% dei quali intercettati dal sistema Iron Dome, e questo spiega il numero minimo delle vittime ,5, fino ad ora. Paradossalmente questi attacchi indiscriminati verso la popolazione civile hanno ucciso due cittadini arabi israeliani, cosa del resto già avvenuta durante la seconda guerra del Libano del 2006. Il sistema difensivo israeliano è basato anche sul fatto che per legge ogni appartamento debba essere fornito di una stanza di sicurezza, un vano in grado di proteggere il nucleo familiare dall’esplosione di un razzo nelle immediate vicinanze. Continua a leggere

Gun’s and roses

 

orin

 

Orin Julie è uno strano tipo. E’ una ragazza giovane, spigliata e molto sicura di sè, come molte israeliane. Va in giro sempre ben curata e ben truccata e potrebbe benissimo essere una modella, anzi in effetti lo è. Ma ha scelto un settore molto specifico, una vera nicchia di mercato. Orin, ex soldatessa dell’IDF ha cominciato quasi per caso a farsi fotografare mentre era intenta a sparare o durante delle esercitazioni. E proprio grazie a delle immagini postate su instagram è stata notata e invitata a fare dei servizi fotografici abbastanza anomali: un ibrido fra glamour e mondo militare. Continua a leggere