L’uomo nella gabbia di vetro

processo

Sessant’anni fa, e più precisamente l’11 aprile 1961, iniziava in Israele il Processo Eichmann, una delle tappe cruciali che Israele dovette affrontare per misurarsi con un argomento ingombrante e imbarazzante: la Shoà. Non starò qui a dilinguarmi sulla dinamica del rapimento ad opera del Mossad e sul suo trasferimento clandestino in Israele. La letteratura sull’argomento è vasta e, anche se più o meno romanzata, fedele ai fatti.

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Un treno carico di ovetti Kinder

Se Oskar Schindler è stato l’indimenticabile protagonista di uno splendido film e innumerevoli strade sono a lui dedicate, che cosa bisognerebbe fare ad un altro personaggio capace di salvare non le 1.200 persone della celeberrima Schindler List, ma ben oltre 12.000 bambini destinati allo sterminio nazista? Ma questi sono gli autentici scherzi del destino, la differenza fra la celebrità e l’oblio è legata ad un film, un libro, un’apparizione in tv, e non necessariamente al lavoro svolto. Continua a leggere

Jones, Mendyl Jones

Come ho già scritto innumerevoli volte la realtà, almeno qui in Israele, supera tranquillamente la fantasia più sfrenata, distaccandola sempre più inesorabilmente. Il personaggio odierno può apparire banale o fuori dal comune, dipende da come lo si descrive, ma saranno i piccoli particolari, come vedremo in seguito, quelli che ne faranno la differenza. Vendyl Jones nasce nel Sudan, una provincia del Texas (vedete cosa succede a non studiare la geografia?) nel 1930, studia teologia e a metà degli anni ’50 diventa un sacerdote Battista, prima in Virginia e poi nella Carolina del Nord. Fin qui una descrizione piuttosto deludente di un uomo tutto sommato normale, uno come tutti noi insomma. Ma cominciamo ad aggiungere quei piccoli particolari che come vi avevo anticipato ribalteranno completamente la situazione. Continua a leggere

IL PRIGIONIERO ITALIANO

La storia odierna è proprio di quelle che mi piacciono particolarmente: racconti nascosti e intriganti, fatti di gente semplice,persone  anonime forse, ma piene di umanità e passioni. E sono storie così impensabili che bisogna proprio andare a cercarsele col lanternino. E’ un vero e proprio lavoro di scavo all’interno degli anfratti più reconditi dell’animo umano, e più le storie riportate alla luce sembrano pazzesche, più è grande la ricompensa. Continua a leggere

Come costruire una nazione da zero

Quasi tutti conoscono la figura di Arik Sharon, soldato, generale, ministro della difesa e primo ministro d’Israele. Pochissimi sanno invece che Arik aveva un suo ononimo Arieh Sharon, architetto e responsabile in buona parte del progetto programmatico che influisce ancora oggi il panorama e la collocazione di molte città e cittadine israeliane, soprattutto nel sud. Continua a leggere

We shall overcome

“Le donne fanno la pace”è questo il nome di un organizzazione apolitica attiva fra israeliane e palestinesi già dal 2014. Da quello che era un timido e forse utopico tentativo di incoraggiare il dialogo e la possibilità concreta di realizzare un obiettivo a prima vista irraggiungibile. Oggi il movimento conta più di 40mila iscritti fra uomini e donne. Uno degli scopi dichiarati delle donne a favore della pace è quello di favorire un dialogo quanto il più possibile fuori dagli schemi politici ma allo stesso tempo in grado di coinvolgere in modo trasversale tutte le fasce delle diverse componenti in campo. Donne religiose e laiche, arabe ed ebree, druse e beduine, giovani ed anziane, tutte si sono reclutate per influenzare le proprie leadership a cercare nuove soluzione al di fuori degli schemi e dei concetti prestabiliti. L’organizzazione non ha un piano di pace da proporre, ma crede nel dialogo e nella necessità di coinvolgere quante più donne possibile nei punti nevralgici del potere. Continua a leggere

Nel 2011 Israele era ad un passo dall’attaccare il nucleare iraniano

Nel 2011 il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dette ordine alle forze armate ed al Mossad di prepararsi ad attaccare gli installamenti nucleari iraniani con un preavviso di 15 giorni. E’ quanto emerge da una lunga ed appassionante intervista concessa da Tamir Pardo giovedì 1/6/2018 e trasmessa sul canale privato israeliano Channel 2 nel corso dell’ultima puntata di “Uvdà”, il fatto, uno dei programmi di inchieste televisive più seguiti e giunto quest’anno alla 24sima stagione. Continua a leggere

Se lo vorrete non sarà un sogno

 

“Oggi a Basilea ho fondato lo stato ebraico” è una delle frasi più conosciute dall’israeliano medio, insieme a quella del titolo. Sono le frasi con le quali Teodoro Herzl, il fondatore del movimento sionistico, è riuscito a trascinare col suo carisma centinaia di migliaia di persone trasformando una diaspora di ebrei sparsa nel mondo in un popolo conscio delle sue potenzialità. Questa settimana sono trascorsi 120 anni da quando l’allora 37enne giornalista e commediografo ungherese scrisse la sua profetica frase. Continua a leggere

Il campione dell’Islam

 

Correva l’anno 1260, per l’esattezza era il 3 settembre e le sorgenti di Ein Jalud (fonti di Golia in italiano), generalmente attorniate da un clima pastorale si trasformarono improvvisamente nel teatro di una decisiva ed epocale battaglia fra il mondo musulmano ed un nuovo nemico ancora più temibile dei Franchi d’oltremare. Il nemico da sconfiggere sono i mongoli, in meno di quattro anni hanno messo a ferro e fuoco la Persia, conquistato Bagdad, Aleppo e Damasco. Il loro obiettivo finale? Il Cairo. La loro avanzata sembra inarrestabile e le sorgenti di Golia dovrebbero essere un’altra insignificante tappa verso la conquista della capitale egiziana, ma c’è chi la pensa diversamente e sta per cambiare le sorti della storia, il suo nome èal-Malik al-Ẓāhir Rukn al-Dīn Baybars al-ʿAlāʾī al-Bunduqdārī , ma per tutti è meglio conosciuto come Baybars. Continua a leggere

Storia di corni ma non di corna

 

Il 4 luglio è una data importante, anzi fondamentale, non perchè sia la data dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America, sebbene anche questo avvenimento non sia certo un fatto di poco conto, ma per una battaglia che segnò una svolta drammatica nella tormentata storia di queste langhe, la battaglia dei corni di Hittin. Certo di farvi un inaspettato favore eccovi la cronaca degli avvenimenti che segnarono la fine del primo regno crociato,  il Regno di Gerusalemme, che nonostante fosse durato poco meno di un secolo, segnò in modo indelebile i rapporti fra i Franchi, vale a dire tutti gli occidentali, e l’Islam. Continua a leggere