Partigiani ebrei

DI LUCIANO ASSIN

GUIDA TURISTICA PER ISRAELE

In occasione della ricorrenza di Yom ha Shoà ve ha gvurà (la giornata dell’olocausto e dell’eroismo) allego il link di ZOG NIT KEYNMOL (non dire mai in yiddish), l’inno dei partigiani ebrei che hanno combattuto il nazifascismo in tutto europa. Si calcola che nella sola Europa orientale ci fossero più di 30000 ebrei arruolati nelle unità partigiane. Un testo “scritto col sangue e non con la matita”. Numerosissimi (circa 2000) furono gli ebrei italiani che parteciparono attivamente alla Resistenza (1000 inquadrati come partigiani e 1000 in veste di “patrioti”), con la massima concentrazione (circa 700) in Piemonte. La percentuale, pari al 4 per cento della popolazione ebraica italiana, fu di gran lunga superiore a quella degli italiani nel loro complesso.

Eccovi la traduzione del testo

Non dire mai che questo è il tuo ultimo cammino,

anche se le nuvole bloccano la luce del giorno.

Questo è il giorno al quale aneliamo, sorgerà e verrà

e i nostri passi ancora risuoneranno: siamo qua!

Dalla terra della palma alle gelide lontananze

noi siamo qua col nostro dolore, la nostra pena,

ovunque sia caduta una goccia di sangue,

da là emanerà il nostro coraggio e il nostro spirito.

Lo splendore dell’alba illuminerà il nostro giorno,

prenderà il posto dell’oppressore e dell’ieri, come l’ombra.

Ma se la notte tarderà a portare la luce,

allora questo canto sia un segnale per le generazioni a venire.

Con scrittura di sangue e piombo è stato scritto,

non è una canzone su un uccello, sulla libertà o sull’orizzonte.

Tra muri che crollano un popolo ha cantato questo canto,

lo ha cantato unito con le granate in mano.

Non dire mai che questo è il tuo ultimo cammino,

anche se le nuvole bloccano la luce del giorno.

Questo è il giorno al quale aneliamo, sorgerà e verrà

e i nostri passi ancora risuoneranno: siamo qua!

Arance a peso d’oro

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DI LUCIANO ASSIN

GUIDA TURISTICA PER ISRAELE

Breve prologo. Anche in ebraico esiste la parola pomo d’oro, ma a differenza dell’italiano il vocabolo in questione (tapuz) indica un frutto (l’arancia), e non un ortaggio, il pomodoro per l’appunto. Immagino che mai Eliezer Ben Yehuda il rinnovatore della lingua ebraica moderna, avesse mai potuto immaginare quanto questa sua scelta potesse risultare azzeccata decenni dopo. Ma procediamo con ordine. Continua a leggere

L’uomo nella gabbia di vetro

processo

Sessant’anni fa, e più precisamente l’11 aprile 1961, iniziava in Israele il Processo Eichmann, una delle tappe cruciali che Israele dovette affrontare per misurarsi con un argomento ingombrante e imbarazzante: la Shoà. Non starò qui a dilinguarmi sulla dinamica del rapimento ad opera del Mossad e sul suo trasferimento clandestino in Israele. La letteratura sull’argomento è vasta e, anche se più o meno romanzata, fedele ai fatti.

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E se Golia fosse stato un pò più basso?

Davide

Nuove scoperte archeologiche stanno cominciando a ridimensionare le dimensioni del gigantesco Golia, il biblico guerriero filisteo che terrorizzava le schiere dei combattenti israeliti fino a quando non venne un pastorello di nome Davide ad insegnarli che “le dimensioni non contano”. Ma cominciamo con ordine, soprattutto perchè tutti noi pensiamo di conoscere perfettamente la storia in questione senza magari averla analizzata profondamente.

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29 Settembre, anzi Novembre

spartizione

“Seduto in quel caffè, io non pensavo a te…” Così comincia “29 settembre”, la celeberrima canzone di Mogol e Battisti portata al successo dall’Equipe 84. E proprio grazie a questa canzone che la data del 29 settembre è entrata nel lessico familiare degli appassionati di musica leggera italiana. Anche se quale fosse la ricorrenza del 29 settembre menzionata dal giornale radio che di volta in volta sovrasta la voce del cantante l’ho capita solo molti anni dopo.

Ma in Israele c’è un altro 29, questa volta di novembre, che per la storia del paese ha un significato particolare, una pietra miliare nella storia della creazione dello Stato d’Israele. Il 29 novembre 1947 venne infatti votato e approvato a New York, dall’assemblea delle neonate Nazioni Unite il piano della spartizione che sanciva la divisione della Palestina mandatoria in due stati: uno ebraico e uno arabo. Continua a leggere

Il Palmach

Siamo agli inizi degli anni ’40 del XXsimo secolo. La Seconda Guerra Mondiale è al culmine e la Gran Bretagna e i suoi alleati si trovano ancora sulla difensiva. Nella Palestina Mandataria gli inglesi cominciano a redigere un piano di evacuazione nel caso che le truppe dell’Africa Korps di Rommel riuscissero a sfondare le difese inglesi in Egitto e contemporaneamente cominciassero a minacciare dal Libano e dalla Siria la Galilea. E’ in questo scenario apocalittico che nasce il Palmach, l’acronimo ebraico di Plugot Mahaz, traducibile in truppe d’assalto. Continua a leggere

La storia fantastica

“Questa è la storia di come un Baggins ebbe un’avventura e si trovò a fare e dire cose del tutto imprevedibili”  (J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit)

Israele è un paese relativamente piccolo, grande quanto la Lombardia, e giovane (fondato nel 1948). Ma è incredibile la quantità di storie e curiosità che si riesce a trovare nascoste accuratamente fra le pieghe dell’attualità quotidiana. Come tanti dei racconti di cui scrivo di volta in volta, anche questo ha del surreale, anzi del fiabesco, ed è naturale che sia così visto che oggi ci occuperemo di Hobbit. Continua a leggere

Non solo Entebbe

L’operazione Yonathan, meglio conosciuta come operazione Entebbe è ormai entrata di diritto nel Pantheon delle azioni militari da manuale.  Volare per 3.800 km e riuscire a riportare a casa 105 ostaggi e 12 membri dell’equipaggio con pochissime perdite fu un impresa quasi probabilmente irripetibile, e l’alone di leggenda che la circonda è più che meritato. Continua a leggere

Neve in Primavera

bar am

“Non stupirti di aver visto la neve in primavera, poichè io l’ho vista d’estate”

E’ la frase che Mosè Bassola,  celebre rabbino nonchè avventuroso viaggiatore del  XVI secolo riporta nei suoi diari. La scritta si trovava nei pressi di una sinagoga del  IV-V sec. D.C. all’interno di un villaggio ebraico dell’epoca talmudica, Bar Am. Della specifica sinagoga non è rimasto quasi nulla, ma se ne trova una ancora più monumentale in quello che ora è un parco nazionale gestito un’associazione israeliana. La frase può sembrare assurda se teniamo conto che la sinagoga in questione si trova in Israele, vicino al confine col Libano. D’inverno in quella zona nevica, senz’altro, ma è difficile poter  dare credito ad un’affermazione del genere, soprattutto se teniamo conto che anche Bassola la riporta per sentito dire. Continua a leggere

Cretesi ma non cretini

 

“Poi Abimelec con Picol, capo del suo esercito, si levò e se ne tornarono nel paese dei filistei. E Abramo dimorò molto tempo nel paese dei filistei”. Genesi 21, 32-34.

Questo breve versetto della Bibbia è la prima volta nel quale viene menzionato il popolo dei filistei, un’entità ancora oggi parzialmente misteriosa. Un popolo che diede tanti grattacapi al popolo israelita sia nel periodo dei Giudici che in quello dei Re. Ma chi erano realmente questi fantomatici e misteriosi filistei? Che vestigia ci hanno lasciato? E soprattutto, si trovano ancora fra di noi? Continua a leggere