L’uomo nella gabbia di vetro

processo

Sessant’anni fa, e più precisamente l’11 aprile 1961, iniziava in Israele il Processo Eichmann, una delle tappe cruciali che Israele dovette affrontare per misurarsi con un argomento ingombrante e imbarazzante: la Shoà. Non starò qui a dilinguarmi sulla dinamica del rapimento ad opera del Mossad e sul suo trasferimento clandestino in Israele. La letteratura sull’argomento è vasta e, anche se più o meno romanzata, fedele ai fatti.

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E se Golia fosse stato un pò più basso?

Davide

Nuove scoperte archeologiche stanno cominciando a ridimensionare le dimensioni del gigantesco Golia, il biblico guerriero filisteo che terrorizzava le schiere dei combattenti israeliti fino a quando non venne un pastorello di nome Davide ad insegnarli che “le dimensioni non contano”. Ma cominciamo con ordine, soprattutto perchè tutti noi pensiamo di conoscere perfettamente la storia in questione senza magari averla analizzata profondamente.

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29 Settembre, anzi Novembre

 

spartizione

 

“Seduto in quel caffè, io non pensavo a te…” Così comincia “29 settembre”, la celeberrima canzone di Mogol e Battisti portata al successo dall’Equipe 84. E proprio grazie a questa canzone che la data del 29 settembre è entrata nel lessico familiare degli appassionati di musica leggera italiana. Anche se quale fosse la ricorrenza del 29 settembre menzionata dal giornale radio che di volta in volta sovrasta la voce del cantante l’ho capita solo molti anni dopo.

Ma in Israele c’è un altro 29, questa volta di novembre, che per la storia del paese ha un significato particolare, una pietra miliare nella storia della creazione dello Stato d’Israele. Il 29 novembre 1947 venne infatti votato e approvato a New York, dall’assemblea delle neonate Nazioni Unite il piano della spartizione che sanciva la divisione della Palestina mandatoria in due stati: uno ebraico e uno arabo. Continua a leggere

Il Palmach

Siamo agli inizi degli anni ’40 del XXsimo secolo. La Seconda Guerra Mondiale è al culmine e la Gran Bretagna e i suoi alleati si trovano ancora sulla difensiva. Nella Palestina Mandataria gli inglesi cominciano a redigere un piano di evacuazione nel caso che le truppe dell’Africa Korps di Rommel riuscissero a sfondare le difese inglesi in Egitto e contemporaneamente cominciassero a minacciare dal Libano e dalla Siria la Galilea. E’ in questo scenario apocalittico che nasce il Palmach, l’acronimo ebraico di Plugot Mahaz, traducibile in truppe d’assalto. Continua a leggere

La storia fantastica

“Questa è la storia di come un Baggins ebbe un’avventura e si trovò a fare e dire cose del tutto imprevedibili”  (J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit)

Israele è un paese relativamente piccolo, grande quanto la Lombardia, e giovane (fondato nel 1948). Ma è incredibile la quantità di storie e curiosità che si riesce a trovare nascoste accuratamente fra le pieghe dell’attualità quotidiana. Come tanti dei racconti di cui scrivo di volta in volta, anche questo ha del surreale, anzi del fiabesco, ed è naturale che sia così visto che oggi ci occuperemo di Hobbit. Continua a leggere

Neve in Primavera

bar am

“Non stupirti di aver visto la neve in primavera, poichè io l’ho vista d’estate”

E’ la frase che Mosè Bassola,  celebre rabbino nonchè avventuroso viaggiatore del  XVI secolo riporta nei suoi diari. La scritta si trovava nei pressi di una sinagoga del  IV-V sec. D.C. all’interno di un villaggio ebraico dell’epoca talmudica, Bar Am. Della specifica sinagoga non è rimasto quasi nulla, ma se ne trova una ancora più monumentale in quello che ora è un parco nazionale gestito un’associazione israeliana. La frase può sembrare assurda se teniamo conto che la sinagoga in questione si trova in Israele, vicino al confine col Libano. D’inverno in quella zona nevica, senz’altro, ma è difficile poter  dare credito ad un’affermazione del genere, soprattutto se teniamo conto che anche Bassola la riporta per sentito dire. Continua a leggere

Cretesi ma non cretini

 

“Poi Abimelec con Picol, capo del suo esercito, si levò e se ne tornarono nel paese dei filistei. E Abramo dimorò molto tempo nel paese dei filistei”. Genesi 21, 32-34.

Questo breve versetto della Bibbia è la prima volta nel quale viene menzionato il popolo dei filistei, un’entità ancora oggi parzialmente misteriosa. Un popolo che diede tanti grattacapi al popolo israelita sia nel periodo dei Giudici che in quello dei Re. Ma chi erano realmente questi fantomatici e misteriosi filistei? Che vestigia ci hanno lasciato? E soprattutto, si trovano ancora fra di noi? Continua a leggere

Una vigna nel cuore di Tel Aviv

Correva l’anno 1905,  e Aron Shlush, un ricco commerciante che ha investito anche nell’acquisto di terreni al di fuori di Jaffo, ha un problema urgente da risolvere. Ha acquista dei terreni denominati “miri” che secondo la legislazione ottomana in vigore, possono essere confiscati dal Sultano se lasciati incolti per più di tre anni. Shlush è lungimirante e sa che presto o tardi quei terreni saranno trasformati in lotti edificabili e non vuole farsi sfuggire l’occasione. Ma, come ho appena scritto, prima bisogna risolvere il problema agricolo, la soluzione che verrà adottata alla fine sarà quella di piantarci sopra delle vigne, e di assumere un paio di braccianti yemeniti sia come addetti alla cura delle viti ma anche come guardiani dell’appezzamento per far si che non venga danneggiato. Continua a leggere

Non solo il museo d’Israele

Ciao a tutti!!! Per farmi venire un’idea decente su cui scrivere qualcosa di veramente interessante certe volte posso rimuginare settimane finchè non mi si accende la classica lampadina. E visto che il mio blog si chiama “l’altra Israele” mi sento praticamente obbligato a puntare i riflettori su posti, avvenimenti, personaggi e tanto altro ancora che generalmente è a conoscenza di pochi.

Questa volta la scelta è caduta sui musei in Israele, ma quando scrivo di musei chiaramente non intendo prendere in considerazione quelli ormai di dominio pubblico e conosciuti da tutti. Il museo d’Israele, il Beit haTfuzot (in rifacimento), il museo di Tel Aviv e similari. Sarebbe troppo facile e troppo scontato. Continua a leggere

La fortezza sconosciuta

L’ho già scritto e l’ho ripeterò all’infinito, Israele è piena di luoghi interessanti, piena di riserve naturali, vestigie storiche ed archeologiche, ma soprattutto di racconti interessanti dove la verità e l’immaginazione si mescolano rilasciando un labile confine fra le due parti. Prendiamo il caso di Qalat el Qubeiba, in arabo, o qalat Nimrod in ebraico. Entrambi i nomi parlano dello stesso sito, un’imponente fortezza situata a difesa di una zona strategica ai piedi del monte Hermon. Continua a leggere