Jones, Mendyl Jones

 

Come ho già scritto innumerevoli volte la realtà, almeno qui in Israele, supera tranquillamente la fantasia più sfrenata, distaccandola sempre più inesorabilmente. Il personaggio odierno può apparire banale o fuori dal comune, dipende da come lo si descrive, ma saranno i piccoli particolari, come vedremo in seguito, quelli che ne faranno la differenza. Vendyl Jones nasce nel Sudan, una provincia del Texas (vedete cosa succede a non studiare la geografia?) nel 1930, studia teologia e a metà degli anni ’50 diventa un sacerdote Battista, prima in Virginia e poi nella Carolina del Nord. Fin qui una descrizione piuttosto deludente di un uomo tutto sommato normale, uno come tutti noi insomma. Ma cominciamo ad aggiungere quei piccoli particolari che come vi avevo anticipato ribalteranno completamente la situazione.

Vendyl oltre a teologia allarga i suoi orizzonti e si interessa anche di archeologia. Dopo una decina d’anni di sacerdozio si accorge di non sapere praticamente nulla di ebraismo e dopo averne ricevuto i primi rudimenti in America, decide di approfondire l’argomento studiandolo all’Università Ebraica di Gerusalemme, è il 1967 quando decide di trasferirsi in Israele con tutta la sua famiglia. Subito dopo la guerra dei 6 giorni comincia a collaborare a degli scavi archeologici nel deserto della Giudea, e più precisamente nelle grotte di Qumran, dove già dall’inizio degli anni ’50 erano stati rinvenuti i rotoli del Mar Morto.

Durante questo primo periodo degli scavi Mendyl riceve il diminutivo di Endy, che in seguito si trasformerà in Indy. Signori, vi ho appena presentato l’autentico Indiana Jones! Esteriormente non assomigliava molto al suo omonimo cinematografico. Magari visto di spalle: anche lui girava con un cappello da cow boy camicia e calzoncini cachi di foggia militare, bretelle di pelle di serpente. Ma una volta toltosi il cappello spuntavano un enorme paio di orecchie a sventola, un cranio pelato ed una folta barba bianca.

Gli scavi nel sito archeologico di Qumran e l’interesse sempre più profondo per Israele sono i perni attorno al quale girerà tutta la sua esistenza. Fra i quasi 900 manoscritti (papiri e pergamene contenenti tutti i libri dell’Antico Testamento e una serie di scritti riguardanti le regole della setta degli Esseni) trovati a Qumran ci sono anche due rotoli di rame. A differenza del resto del materiale, le lamine in questione parlano di un enorme tesoro, stimato in 100 tonnellate d’oro. Per Mendyl, cioè Endyl, scusate Indy, insomma Indiana Jones, si tratta del tesoro del Santuario di Gerusalemme, trasferito segretamente in questa zona desertica per impedirne la razzia o da parte dei babilonesi di Nabucodonosor (in questo caso parliamo del 586 a.c.) o delle legioni romane di Tito (e allora ci spostiamo al 70 d.c.).

L’altra grande passione di Mendyl, l’ebraismo, lo porterà a fondare l’associazione Noatica, una corrente di pensiere che si basa sulle leggi Noachide (o di Noè), sette regole fondamentali che dovrebbere essere osservate da tutta l’umanità, e più precisamente sono:

Non commettere idolatria

Non uccidere

Non rubare e/o rapire

Non compiere relazioni sessuali non ammesse dalla Torah (incesto,stupro)

Non bestemmiare

Divieto di mangiare parti del corpo di animali ancora vivi

Istituire tribunali giusti

 

 

Dal momento del suo trasferimento in Israele, Indy dedicherà la maggior parte della sua esistenza alla ricerca dell’Arca Santa e dei tesori descritti nei rotoli di rame, senza molto successo. Morirà nel 2010, all’età di 80 anni. Il luogo della sua sepoltura è mantenuto segreto anche se si ritiene che si trovi nella zona di Magdala, poco distante dalle rive del lago di Tiberiade.

 

Dotato di un carisma eccezionale, stravagante, a metà fra il genio e il pazzoide, quello che all’inizio di questo post sembrava il più banale degli uomini si è rivelato un personaggio degno di un film. Peccato che Spielberg ci sia arrivato prima di me.

Ma visto che di personaggi strambi e di storie impossibili Israele ne è pieno, alla fine lo precederò.