Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi

 

incontro

Per l’ennesima volta il primo ministro israeliano Nathanyau si è incontrato con il nuovo presidente americano di turno, dopo Clinton e Obama è la volta di Trump. I presidenti americani passano ma Bibi continua inossidabile a mantenere le redini dello stato israeliano. Con i suoi 22 anni consumati fino a oggi come presidente del Consiglio è il più longevo in assoluto fra i capi di stato d’Israele, avendo superato di molto il mitico primo ministro David Ben Gurion.

Il vertice fra i due leaders è stato osservato e analizzato fin nei minimi dettagli dai diversi osservatori politici del paese, cercando di capire attraverso le minime sfumature delle dichiarazioni prima, durante e dopo la conferenza stampa, in che direzione stia spirando il vento del nuovo corso. Analisi del genere risultano sempre molto ostiche e aleatorie, a maggior ragione se uno dei lati dell’equazione da risolvere è un’incognita ancora irrisolta, una scheggia impazzita di nome Donald Trump. Cerchiamo comunque, con i pochi dati in nostro possesso e quel poco di buon senso che ancora pare esistere nell’area medio orientale, di descrivere un possibile scenario almeno per il brevissimo termine. Continua a leggere

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Il soldato della pace

Il soldato della pace

Il soldato della pace

Non penso ci sia un israeliano dai trent’anni in su che non sappia dire dove si trovasse e cosa facesse la sera del 4 novembre 1995, la sera dell’omicidio di Itzhak Rabin. Io era a casa mia, tornato qualche giorno prima da un mese da riservista dell’esercito in Libano. La stanchezza accumulata e la voglia di restare in famiglia mi convinsero alla fine a non partecipare alla manifestazione organizzata dalle sinistre in appoggio a Rabin, bersaglio di continui e violenti attacchi verbali nei suoi confronti. Continua a leggere