Operazione Damocle

“Senza una strategia il popolo cade, nel gran numero dei consiglieri è riposta la salvezza” (proverbi 11:14)

Questo versetto del libro dei Proverbi della Bibbia è il motto del Mossad, il servizio segreto israeliano, a significare che la forza non è sufficiente per raggiungere il successo se non si ha chiara in mente la strada per raggiungerlo. Ho avuto già occasione di scrivere altri post sulle diverse operazioni compiute dall'”Istituto per l’informazione e gli incarichi speciali”, questa è la completa dicitura di quello che tutti abbreviano con Istituto.

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C’era una volta il cinema (egiziano)

סרט ערבי

Fine anni ’70, in Israele esiste ancora un unico canale televisivo, ed ogni venerdì pomeriggio viene trasmesso in lingua originale un film proveniente dal più acerrimo nemico del momento: l’Egitto. Un’inesplicabile contraddizione? No, solo uno dei tanti tasselli del variegato caleidoscopio che è la società israeliana.

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Alla polvere ritornerai.

כנרת

Girare per Israele è sempre edificante e stimolante. Per scoprire qualcosa di diverso e poco frequentato, ma originale al tempo spesso, bisogna uscire fuori dagli schemi e dallo scontato. E allora perchè invece di concentrarci sulle bellezze naturali, il fascino delle città, la storia o l’archeologia e le tantissime altre cose che offre il paese non pensiamo a visitare qualcosa di veramente differente e speciale? I cimiteri per esempio. Continua a leggere

Il vicolo cieco

 

“E’ meglio essere saggi che aver ragione” recita un detto della zona, una frase che riferita alla situazione attuale calza a pennello. I fatti delle ultime settimane e l’escalation di tensione e scontri creatisi di conseguenza non sono altro che il risultato di decisioni miopi e affrettate da parte del governo israeliano e della volontà di cogliere la palla al balzo fomentando il più possibile disordini e scontri violenti da parte araba. Il risultato attuale è la sensazione di aver imboccato un vicolo cieco dove nessuno dei contendenti mostra in questo momento l’intenzione di fare marcia indietro. Continua a leggere

Guerra e pace

 

dubbi

Il post di questa settimana oltre ad essere il duecentesimo del mio blog vuole anche essere una piccola riflessione su quello che ho scritto in questi ultimi quattro anni. Il nome di questo mio diario è già di per stesso il mio manifesto programmatico, descrivere Israele in tutte le sue sfaccettature cercando di uscire dagli schemi prestabiliti. Per la maggior parte delle volte ho volontariamente trascurato i temi dell’attualità per soffermarmi sulla cultura, il costume, la storia, l’archeologia e molto altro ancora. Ma a quanto pare c’è poco da fare, fra tutti i miei duecento post i più letti in assoluto sono quelli scritti in tempo di guerra o in contemporanea con argomenti di attualità e politica. Continua a leggere

Algebra politica

gattopardo

 

“Se vogliamo che tutto rimanga come è bisogna che tutto cambi” è la famosa frase che Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore del Gattopardo, fa pronunciare a Tancredi, nipote del principe di Salina. Scrivo questa piccola introduzione non per vantarmi della mia cultura letteraria ma per soffermarmi su questo tipo di elucubrazioni così care ai politici di ogni colore e credo politico sparsi in ogni angolo del globo terrestre. In Israele, con tutto il rispetto per i personaggi del Gattopardo, siamo avanti anni luce sul come ribaltare una situazione palesemente, per non dire già definitiva. Da noi esiste il principio dell’ “Hafuch al Hafuch” traducibile in “Il contrario del contrario” in pratica trasformare due segni negativi in uno positivo, esattamente come nelle nozioni basilari dell’algebra. Continua a leggere

Perdere letteramente la testa

askelon

 

La storia di oggi si svolge nello spazio e nel tempo, inizia oltre 1300 anni fa nella città di Karbala, 100 km a sud di Bagdad, per proseguire verso Damasco e Ashkelon per concludersi dietro il reparto maternità dell’ospedale della città israeliana ed una piccola via del quartiere Lorenteggio di Milano. E’ una storia che ha segnato per sempre le sorti dell’Islam le conseguenze delle quali viviamo fino ad oggi. Da una parte l’odio inconciliabile fra le due grandi correnti della religione di Maometto, i Sunniti ed i Sciiti dall’altra un cognome che forse inconsciamente ha segnato il mio destino. Continua a leggere