Il gol della bandiera

Anche quest’anno Israele non è riuscita a qualificarsi per il Mondiale di calcio, per dirla tutta a parte un unica presenza nei Mondiali del 1970 in Messico, Israele non si è mai qualificata ne agli europei che ai mondiali. Per la cronaca: l’incontro fra Italia ed Israele di allora si concluse con un pareggio a reti bianche, 0 a 0, un bel risultato contro quelli che diventeranno i vice campioni del torneo. Continua a leggere

Rete, no gol

Questo titolo, da autentici iniziati del calcio, è dedicato a tutti coloro che hanno un’età gia abbastanza matura da poter essere definiti “ragionevolmente anziani” visto che nell’epoca a cavallo fra gli anni 50 e 70 del secolo scorso hanno avuto l’occasione di vivere in prima persona le radiocronache di Nicolò Carosio, mitica figura del giornalismo sportivo italiano. Un personaggio entrato a ragione nel Pantehon dei radio e telecronisti come frasi come quella di cui sopra. Continua a leggere

Chi non ha paura di tirare un calcio di rigore.

 rigori
Dopo aver visto la prima sfida ai calci di rigore di questo euro 2016 mi è improvvisamente rinvenuto alla mente uno dei peggiori drammi che un ragazzino di undici anni potesse vivere. Sono gli anni del bianco e nero, di Gianni Brera e del suo “Rombo di tuono” degli “Angeli dalla faccia sporca”, del Cagliari campione d’Italia… Nomi che sanno suonare ancora mitici, nonostante le dita di polvere che la vita in soffitta inevitabilmente porta con sé. E la storia vuole che quel calcio non conoscesse ancora una delle torture più ciniche che la vita dell’uomo occidentale abbia mai potuto conoscere: la lotteria dei rigori. Le partite in bilico come quella strana semifinale di Napoli venivano decise in un modo molto tradizionale, con una tecnica da oratorio: il lancio della monetina. Così, l’arbitro tedesco Tschenscher chiama Facchetti e Shesternev nel suo spogliatoio: testa o croce. I due capitani saranno gli unici testimoni del lancio di quell’obolo veritiero.

Facchetti spiegherà che ci furono addirittura due lanci, ma il primo fu nullo perché la moneta terminò in una fessura sul pavimento dello spogliatoio, rimanendo in bilico. I napoletani più convinti chiamarono in causa pure San Gennaro: la mano del santo avrebbe fermato il soldo sul lato scelto dal giocatore dell’Inter, ossia la testa. Fu grazie a questo incredibile verdetto che l’Italia poté vincere il suo primo ed unico campionato Europeo.

Era la squadra di “Zio Uccio” Valcareggi, stratega geniale e abile a rimettere in sesto una squadra che, solo due anni prima, nel Mondiale inglese del 1966 aveva regalato la sua espressione peggiore, culminata nella sconfitta per 3-2 contro l’umilissima Corea del Nord. La finale contro la Jugoslavia verrà ripetuta due volte: all’1-1 del primo match seguirà il replay, solo due giorni dopo, sempre all’Olimpico di Roma, con un 2-0 siglato da Riva e Anastasi.

E perchè vi racconto questi piccoli ma indimenticabili flashback della mia giovinezza? Per un motivo sconosciuto ai più, che l’ideatore di trasformare il lancio della monetina in qualche cosa di più accettabile dal punto di vista sportivo furono  gli israeliani Micha Almog e Yossef Dagan.
La storia inizio quando nel 1968 durante le Olimpiadi del Messico, la nazionale israeliana venne eliminata ai quarti di finale dalla Bulgaria proprio dal lancio della monetina.

Dopo che una prima bozza di proposta fu inviata alla FIFA, furono apposte alcune modifiche: quanti rigori tirare, la posizione dell’arbitro e dei guardalinee, quella degli altri giocatori, ecc. ma l’idea di fondo rimane e ci accompagna fino ai giorni nostri.

C’è chi ancora chi critica la soluzione in corso, ma nessuno è riuscito a proporre qualcosa di realmente alternativo. “I più critici sono gli inglesi” afferma Dagan “ma soltanto perchè quando si tratta di rigori perdono sempre”. In ogni caso la sfida ai calci di rigore venne adottata ufficialmente negli Europei del 1976 e nei Mondialiali del 1982. Come sottolineò una volta l’ex CT azzurro Cesare Prandelli, i rigori “sono una lotteria”, ma sembra che alcune squadre siano più brave di altre a pescare sempre i numeri vincenti.

E se vi sembra così facile indirizzare il pallone in rete, provate voi a calciare un calcio di rigore

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La marea rossa

קטמון

Ho già descritto in un mio post precedente dell’acerrima rivalità esistente fra Hapoel e Maccabi, le due maggiori società polisportive del paese. Anche se la componente politica si è ridotta considerevolmente le tensioni rimangono sempre appena sotto il pelo dell’acqua,  pronte a riemergere in tutta la loro rivalità. Ma la storia di questa volta affronta il problema dello sport, o meglio del calcio, da un’angolazione totalmente diversa spostando il baricentro del problema e riducendone l’esasperazione che troppo spesso porta a travisare l’appoggio più o meno incondizionato verso i colori della propria squadra in una miscela incontrollabile di violenza, razzismo e odio verso dei perfetti sconosciuti che hanno l’unico difetto di vivere lo sport sotto dei colori diversi. Provate a immaginare una squadra senza odio, senza razzismo e omofobia. Una squadra di quartiere, coinvolta socialmente, una squadra gestita dai propri tifosi. Provate a immaginare l’Hapoel Katamon Gerusalemme. Continua a leggere

Un calcio a tutti i guai

mondiale

 

Anche quest’anno Israele non è riuscita a qualificarsi per il Mondiale di calcio, per dirla tutta a parte un unica presenza nei Mondiali del 1970 in Messico, Israele non si è mai qualificata ne agli europei che ai mondiali. Per la cronaca: l’incontro fra Italia ed Israele di allora si concluse con un pareggio a reti bianche, 0 a 0, un bel risultato contro quelli che diventeranno i vice campioni del torneo. Continua a leggere

Davide re d’Israele

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Qualche commento e qualche impressione dopo la sorprendente e inaspettata vittoria del Maccabi sul Cska di Mosca.  Per molti può apparire scontato, ma non tutti possono capire quanto il vincere una partita di pallacanestro con un punto di differenza sia dovuto a fattori marginali e talvolta insignificanti nel corso della gara. Un passaggio sbagliato, un tiro libero mancato, una sostituzione azzeccata, una difesa poco o troppo agressiva, sono tutti tasselli di un mosaico variegato che stabiliscono il risultato della gara. Continua a leggere

Hapoel vs Maccabi

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Come in molti altri campi della vita israeliana anche lo sport è stato enormemente influenzato dalle lotte politiche sviluppatesi nel movimento sionista negli anni precedenti alla creazione dello Stato. Basti dire che ancora oggi lo sport israeliano è diviso in quattro organizzazioni polisportive frutto delle lotte politiche e ideologiche degli anni Venti e Trenta del XX secolo. Continua a leggere