L’uomo nella gabbia di vetro

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Sessant’anni fa, e più precisamente l’11 aprile 1961, iniziava in Israele il Processo Eichmann, una delle tappe cruciali che Israele dovette affrontare per misurarsi con un argomento ingombrante e imbarazzante: la Shoà. Non starò qui a dilinguarmi sulla dinamica del rapimento ad opera del Mossad e sul suo trasferimento clandestino in Israele. La letteratura sull’argomento è vasta e, anche se più o meno romanzata, fedele ai fatti.

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Operazione Damocle

“Senza una strategia il popolo cade, nel gran numero dei consiglieri è riposta la salvezza” (proverbi 11:14)

Questo versetto del libro dei Proverbi della Bibbia è il motto del Mossad, il servizio segreto israeliano, a significare che la forza non è sufficiente per raggiungere il successo se non si ha chiara in mente la strada per raggiungerlo. Ho avuto già occasione di scrivere altri post sulle diverse operazioni compiute dall'”Istituto per l’informazione e gli incarichi speciali”, questa è la completa dicitura di quello che tutti abbreviano con Istituto.

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Operazione Olympia. come Arafat venne graziato da Begin

arafat

Il capodanno del 1982 avrebbe dovuto cominciare con un autentico botto, almeno a Beirut, con ripercussioni inimmaginabili non solo su tutto il Medio Oriente, ma probabilmente su gran parte dello scacchiere internazionale. Soltanto in questi giorni la censura militare israeliana ha rilasciato il nulla osta alla pubblicazione dei particolari di uno dei tanti progetti militari accantonati all’ultimo momento: l’operazione Olympia. Continua a leggere

IL CONFIDENTE

Uscirà a giorni in Israele l’autobiografia di Rafi Eitan, uno dei principali protagonisti dello spionaggio israeliano. Eitan si è reso famoso per aver comandato il gruppo che rapì Eichmann nel 1960 per condurlo in Israele dove venne processato e condannato a morte. Eitan è considerato un personaggio fuori dagli schemi, pieno di inventiva, determinato, intelligente, ma soprattutto troppo autonomo e indipendente. Continua a leggere

Il MIG(liore) regalo del Mossad (seconda parte)

Inspiegabilmente nessuno a Bagdad si insospettisce e la vendita passa clamorosamente innosservata. La prossima tappa dell’operazione è quella di fare espatriare la famiglia del pilota in modo discreto e segreto. L’aiuto arriva dalla resistenza curda, in quel periodo addestrata e finanziata dagli israeliani, che riesce a trasbordare la famiglia Radfa fuori dai confini iracheni. Continua a leggere

Il MIG(liore) regalo del Mossad (prima parte)

L’alone di mistero e di leggenda che circondano i servizi segreti israeliani sono noti a tutti, ma è solo spulciando attentamente il resumè del Mossad che si riesce a percepire la potenzialità e la creatività con cui “l’Istituto per le informazioni e i servizi speciali”, questa è la sua completa dicitura, riesce a portare a termini compiti a prima vista impossibile.

E’ il caso dell’ Operazione Diamante, l’acquisizione di un Mig 21 di fabbricazione sovietica completamente funzionante compreso il pilota e il manuale d’istruzioni, tutto questo in piena guerra fredda. Il tutto comincia quasi per gioco, durante una colazione fra il Meir Amit, capo dell’intelligence, ed Ezer Weizmann, capo dell’aviazione israeliana, il primo chiese al suo amico quale fosse la cosa di cui avesse maggiormente bisogno, “Procurami un Mig 21” fu l’inaspettata risposta dell’interlocutore. “Ma lo sai che è impossibile” ribattè Amit, ” gli americani  e tutti i maggiori servizi segreti occidentali ci stanno provando da anni, senza nessuna riuscita”. “Se era una cosa facile mica venivo a chiederla a te” fu la lapidaria risposta del pilota. Continua a leggere

Non solo Entebbe

L’operazione Yonathan, meglio conosciuta come operazione Entebbe è ormai entrata di diritto nel Pantheon delle azioni militari da manuale.  Volare per 3.800 km e riuscire a riportare a casa 105 ostaggi e 12 membri dell’equipaggio con pochissime perdite fu un impresa quasi probabilmente irripetibile, e l’alone di leggenda che la circonda è più che meritato. Continua a leggere

Nel 2011 Israele era ad un passo dall’attaccare il nucleare iraniano

Nel 2011 il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dette ordine alle forze armate ed al Mossad di prepararsi ad attaccare gli installamenti nucleari iraniani con un preavviso di 15 giorni. E’ quanto emerge da una lunga ed appassionante intervista concessa da Tamir Pardo giovedì 1/6/2018 e trasmessa sul canale privato israeliano Channel 2 nel corso dell’ultima puntata di “Uvdà”, il fatto, uno dei programmi di inchieste televisive più seguiti e giunto quest’anno alla 24sima stagione. Continua a leggere

La fiocina

 

La continua lotta fra Israele e le varie organizzazioni terroristiche, Hamas e Hezbollah in testa, non conosce limiti, ma oltre agli aspetti più conosciuti e pubblicizzati dai media esistono delle forme di lotta molto sofisticate che si svolgono su un terreno forse meno eclatante ma senz’altro altrettanto efficace: quello economico.

E un piccolo squarcio su questa lotta sotterranea e praticamente sconosciuta ai più ce lo offre il libro dell’avvocatessa Nizzana Darshan Leitner: “Harpoon: inside the covert war against terrorism’s money masters”. Un ampio articolo che riassume a grandi linee il libro e commentato dall’autrice stessa è apparso nell’ultimo inserto settimanale del quotidiano Yedioth haHahronot a firma del giornalista Nevo Ziv. Ma procediamo con ordine. Continua a leggere

Nozze di sangue

 

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Il filmato trasmesso mercoledì scorsco dalla rete televisiva israeliana Channel 10 rappresenta una pietra miliare nella storia del sionismo. I termini del prossimo scontro all’interno della società israeliana non sono più i vecchi e classici schemi fra ultra ortodossi e laici, ricchi e poveri, sefarditi e aschenaziti e neanche fra arabi israeliani ed ebrei, la grande sfida da combattere non è affatto nuova ma solo adesso si è rivelata in modo così scioccante agli occhi dell’opinione pubblica ed è la lotta fra la maggioranza sana e razionale della società israeliana contro una minoranza da non prendere assolutamente sottogamba ligia esclusivamente ai dettami più intransigenti e più estremisti che l’ebraismo possa rappresentare. Una minoranza pronta a sacrificare l’esistenza stessa di Israele pur di raggiungere lo scopo di creare un nuovo regno messianico. Continua a leggere