Le stelle di San Lorenzo

pexels-photo-1025469.jpeg

Photo by Faik Akmd on Pexels.com

In occasione della notte di San Lorenzo e delle stelle cadenti, voglio presentarvi questa canzone Yiddish pubblicata nel 1938 dal poeta ebreo polacco Lev Morgentoy. La canzone nacque come una poesia e venne solo in seguito musicata. Negli anni ’70 del secolo scorso la famosa cantante folk israeliana Hava Alberstein la fece tradurre in ebraico e la inserì in un disco di canzoni per bambini attraverso il quale raggiunse una certa notorietà.

Eccovi la versione originale in Yiddish 

Questo invece è un videoclip con la versione in ebraico

E questa è la traduzione:

 

L’ALBERO DELLE STELLE

Mio nonno possiede nel suo cortile un albero meraviglioso/ Non ce n’è un altro così al mondo mi dice

Non vi crescono frutti, tanto/i frutti alla fine marciscono

E’ un albero di stelle, che illuminano gli occhi/crescono e si sviluppano come se fossero in cielo

Quando gli si mostra una mela, grossa come un orso/lui coglie le sue stelle, che sono molto più belle

Una volta raccolte le stelle si dirige in città/ per venderle al mercato, 10 stelle per una lira

Accorrete gente, è la vostra occasione/le stelle sono a buon mercato e vivrete felici

E la gente attorno a lui ride e lo prende in giro/Nonno, non hai da venderci anche un pezzo di luna?

Tutti comprano, afferrano carote, ravanelli, riso/ ma un pugno di stelle, no grazie, non c’è bisogno

Il nonno gli guarda e il suo animo si emoziona/i vostri occhi sono ciechi e le orecchie sorde

Torna a casa con il suo cesto senza la minima tristezza/il tesoro è rimasto nelle sue mani, nelle loro i soldi

Mio nonno possiede nel suo cortile un albero meraviglioso

 

Buon ascolto e una buona visione di quante più stelle cadenti possibili

Il Sabato del villaggio (Globale)

Stasera comincia lo Shabbath, il Sabato ebraico. Per chi lo osserva integralmente è una giornata di completo riposo: non si lavora, non si cucina, non si viaggia, niente tv, computer e radio e soprattutto niente telefonini!

Si sta a casa, si prega e si passa la maggior parte del tempo in famiglia. Chi lo osserva assicura che ti garantisce un relax assicuro e ti ricarica le batterie per la settimana a venire. L’isolamento forzato di questo periodo è l’occasione perfetta per controllare se lo Shabbath funzioni. Da stasera fino al tramonto di domani provate a limitare al minimo i contatti con l’esterno, per ritrovare voi stessi e il rapporto coi vostri familiari e i vostri amici Continua a leggere

Canta, che ti passa la paura (o la noia)

In questo clima da bollettino di guerra un piccolo pensiero di speranza e ottimismo dedicato soprattutto ai miei amici italiani, con cui ho trascorso fantastici ed emozionanti momenti in giro per Israele.
La canzone si chiama “Quando arriveremo” la traduzione della prima strofa è la seguente Continua a leggere

L’ospite

 

Continuiamo con il nostro viaggio alla scoperta della musica leggera israeliana. La canzone di oggi si chiama “Ha Oreach“, che tradotta in italiano significa l’ospite. Testo e musica dell’intramontabile Naomi Shemer, notissima compositrice ed esecutrice della musica leggera israeliana. L’ho scelta perchè mi è sempre piaciuto il senso dell’ospitalità, e qui assume dei valori così semplici e basilari che in un certo modo ne sono il concentrato. Continua a leggere

La lingua salvata

 

%d7%99%d7%a1%d7%9e%d7%99%d7%9f

Questa volta parleremo di Cenerentola, anzi già che ci siamo le Cenerentole di oggi saranno due. La prima sarebbe più esatto definirla una maestosa matrona un pò avanti con gli anni che ha conosciuto tempi migliori, ma grazie alla seconda, molto più giovane, spigliata, piena di energia e voglia di riuscire, sta lentamente uscendo dal suo torpore. Grazie alla giovane Jasmin Levy la nostra signora Ladino è in atto di rifarsi un look molto più al passo coi tempi, diventando così attraente e affascinante anche a chi  ignorava la sua secolare esistenza. Continua a leggere

Autunno

autunno

 

Nella religione ebraica in generale e in Israele in particolare l’autunno ha un significato particolare. Non è soltanto l’inizio di una nuova stagione ma quello di un nuovo anno. Anche un cantautore colto e raffinato come Guccini ne ha afferrato da tempo l’importanza; nella canzone dei dodici mesi recita: “Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’ età, dopo l’estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità… Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità, come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità…”. Questa sensazione particolare, molto tipica della cultura israeliana, ha sviluppato un filone musicale molto amato di canzoni dedicate a questa stagione. Continua a leggere

Spiagge

נחום

 

Si è spento pochi giorni fa Nahum (Nahche) Eiman uno dei maggiori compositori della musica leggere israeliana. Assieme a tanti altri compositori Nahce è stato il responsabile di numerose canzoni di successo entrate di diritto in un repertorio al di fuori del tempo e delle generazioni. La vita di Nahce è stata molto movimentata e assolutamente in contrasto con lo stereotipo che ognuno di noi può avere nei confronti di un compositore. Eiman ha partecipato a tre guerre ed in ognuna di esse è rimasto ferito, durante la guerra del kippur ha conseguito la ferita più grave e rimase ricoverato più di sei mesi in ospedale. Continua a leggere

Pensieri e canzoni

 

ziv

L’angolo musicale di questa volta è molto differente da quelli pubblicati fino ad oggi. Prima di tutto il personaggio, sconosciuto anche al grande pubblico della canzone israeliana, ha scelto un genere di musica abbastanza ostico all’orecchio occidentale. Ziv Yezkel, il cantante in questione, ha infatti basato il suo repertorio sulla musica araba classica, quella di Um Kulthum, Abbed el Halim Hafez e Farid al Atrash. Ziv è un ragazzo di 28 anni cresciuto nel mondo religioso ortodosso ebraico, e ancora oggi fa parte di questa realtà e si esibisce ogni tanto come cantore nella sua sinagoga.  Continua a leggere

Terrore e Faraone

egitto

 

La canzone di questa volta è inevitabilmente collegata agli ultimi e tragici eventi terroristici che stanno insanguinando il pianeta. Dalla penisola del Sinai fino al Mali passando per Parigi, la Nigeria, l’Iraq e la Siria il mondo intero si sta accorgendo di quanto possa essere fragile ed instabile la nostra sicurezza e di conseguenza la nostra libertà. Per quanto sia superfluo sottolineare che una realtà del genere in Israele è la norma, la verità è che non ci si può mai veramente abituare a situazioni del genere e uno dei mezzi per superare le ansie e le paure di simili avvenimenti consiste nel saperne cogliere il lato ironico e talvolta umoristico. E’ il caso di questa canzone di Meir Ariel dal titolo “Abbiamo superato il Faraone” composta nel 1990 e diventata famosa per la sua concomitanza con la prima guerra del golfo nella quale Sadam Hussein colpì Israele col lancio di missili Scud diventando così popolarissimo all’interno del mondo arabo. Continua a leggere

La capanna della zia Shlomit

 

succoth

E’ consuetudine che la sera stessa della conclusione del digiuno di kippur si comincino i lavori per la costruzione della capanna di Succoth, una festa della durata di una settimana che pone fine all’estenuante “tour de force” delle feste di Tishri, il primo mese del calendario ebraico. E proprio Succoth è la protagonista della canzone di questa volta, una canzoncina per bambini di nome “Shlomit bonà succah“, semplice e probabilmente anche ingenua ma che racconta a modo suo una testarda speranza di poter veder le cose cambiare radicalmente con dei piccoli gesti. Continua a leggere