Un pieno di energia positiva

 

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Quanti simboli e significati possono nascondersi dietro ad un paio di innocue panchine? Moltissimi se siamo pronti a credere almeno in parte alla teoria di Richard Benishai, rappresentante in Israele della Geobiology, un ramo pseudoscientifico che raccoglie mistica, new age, dietrologia, religione e storia. Un mix senz’altro affascinante e degno di essere raccontato. Continua a leggere

Le tre Grazie

מסתופפת

La storia di oggi è qualcosa a metà fra una caccia al tesoro e un’indagine poliziesca. Gli indizi sono pochi, confusi e per certi versi contradditori. Non bisogna trovare un colpevole, bensì l’identità di una persona le cui poche notizie al suo riguardo sono incise su una lastra di marmo, una lapide situata in una location d’eccezione: il vecchio cimitero di Zfat, la capitale della Cabalà.

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LA SUPPLICA

Fra pochi giorni verrà celebrata la festa di Rosh hashanà, il capodanno ebraico, che aprirà tutta una serie di ricorrenze e festività che caratterizzano il mese di Tishrì, il primo del calendario ebraico.

Ho già scritto in passato numerosi post legati alle festività ebraiche, questa volta voglio proporvi qualcosa di leggermente diverso, non direttamente legato alla festa in questione.

Oggi vi nvito ad ascoltare con me il seguente Piut, una poesia liturgica ebraica composta per essere poi cantata nelle ricorrenze religiose o in particolari festività. Il canto si chiama “Ana becoach“, traducibile in “Ti supplichiamo fortemente”. Continua a leggere

Ballando sotto le stelle

sufi

 

Giusto ieri ho avuto l’occasione di visitare a Nazareth una comunità musulmana aderente alla corrente sufistica dell’Islam. Il sufismo è l’equivalente mistico della kabalà ebraica e della gnosi medioevale. Oltre allo stimolo intellettuale di conoscere una realtà così diversa della quale conoscevo il termine molto approssimativamente la cosa più positiva e incoraggiante di questo incontro è la prova che in questo mondo folle e violento è ancora facile incontrare persone e comunità così distanti dal punto di vista culturale ma così vicine da quello di valori basilari come il rispetto reciproco, la tolleranza e l’amore per la vita. Basta voler uscire dal proprio guscio e andarli a cercare. Nel mio caso non ho dovuto neanche sbattermi più di tanto. Nazareth dista una quarantina di minuti di macchina dal mio kibbutz. Continua a leggere

Le tombe dei Giusti

La tomba di Yonatan ben Uziel

La tomba di Yonatan ben Uziel

“Il Giusto fiorirà come la palma e s’innalzera come il cedro del Libano” (Salmi, 92).

Il concetto del Giusto, colui che grazie alle sue virtù etico-morali fa da intermediario fra l’umanità ed il Creatore, è molto antico e molto radicato nell’ebraismo. Nella Genesi, il primo libro della Bibbia, Abramo patteggia con Dio riuscendo a ridurre da cinquanta a dieci il numero dei Giusti necessari a risparmiare la distruzione di Sodoma e Gomorra. Continua a leggere

La capitale della Cabala

Nella città vecchia di Zfat c’è un vicolo stretto e in forte pendenza. Secondo una nota leggenda ebraica il Messia passerà proprio per quel vicolo prima di recarsi a Gerusalemme  per redimere il mondo intero e resuscitare i morti. Per decenni, nella metà del 19 secolo, una vecchietta ha aspettato pazientemente la venuta del Messia con un bichiere di tè in mano. Probabilmente l’anima di Zfat è tutta in questo aneddoto, una miscela di misticismo e realtà quotidiana, in fondo anche il Messia puo’ aver sete… Continua a leggere