L’amore al tempo del Corona

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E ti vestirai di bianco

 

Questa sera comincia Tu beAv, l’equivalente ebraico della festa degli innamorati. Le origini di questa celebrazioni sono bibliche (libro dei Giudici cap.21, versetti 19-23) dove si parla per la prima volta di giovani e illibate fanciulle danzanti e vestite di bianco girare fra le vigne della contea di Giuda. In un testo talmudico il contesto è ancora più esplicito: “Non ci sono mai stati giorni più gioiosi di Tu beAv, quando le figlie di Gerusalemme uscivano vestite di abiti bianchi presi in prestito, per non destare vergogna in chi non lo aveva, per ballare fra le vigne. E cosi dicevano: guarda in giro ragazzo, guarda e scegli bene, ma non pensare solo alla bellezza, bensì alla famiglia”.Per una ricorrenza del genere niente di meglio di “Ti vestirai di bianco”, un classico della canzone israeliana per quanto riguarda le cerimonie matrimoniali. La canzone è stata composta da Noemi Shemer uno dei mostri sacri della musica leggera israeliana.

Ti vestirai di bianco

Quest’estate ti vestirai di bianco/e penserai pensieri chiari/forse riceverai una lettera d’amore/e forse indiremo nuove elezioni. tu mi eleggerai/ io ti eleggerò/ insieme formeremo la maggioranza/se quest’estate ti vestirai di bianco/ e pregherai per il meglio.

Colgo l’occasione per porgere i miei migliori auguri a Tom e Omer, una giovane coppia di Sasa che si sono sposati giusto ieri sera. Tom la conosco da quando era bambina e fa una certa impressione e molta emozione vedere questi ragazzini crescere, maturare e sposarsi.

Per tutte le gentili lettrici del mio blog c’è tempo fino a stasera per vestirsi di bianco e girare fra le vigne (o le osterie) del proprio paese. Chi ha già un amore sereno e soddisfacente rafforzerà il suo legame, e per chi è in cerca di qualcosa di nuovo oggi è serata di luna piena, niente di più romantico per farsi rapire, almeno per una notte.

Hag Sameach

Un tatuaggio è per sempre

Siamo ai tempi del Covid 19. Rimanere chiusi in casa è un obbligo e il tempo passa lentamente, improvvisamente ci accorgiamo di quanto le piccole abitudini quotidiane siano così importanti per un animale sociale come l’uomo.. Il caffè con gli amici, gli abbracci, le pacche sulle spalle, tutti questi piccoli gesti quotidiani sono diventati improvvisamente pericolosi e nocivi. In questo assurdo capovolgimento di fronte ognuno si arrangia come può, c’è chi cucina, chi mette a posto la casa, guarda la TV ecc. Io preferisco l’evasione. Continua a leggere

Il Sabato del villaggio (Globale)

Stasera comincia lo Shabbath, il Sabato ebraico. Per chi lo osserva integralmente è una giornata di completo riposo: non si lavora, non si cucina, non si viaggia, niente tv, computer e radio e soprattutto niente telefonini!

Si sta a casa, si prega e si passa la maggior parte del tempo in famiglia. Chi lo osserva assicura che ti garantisce un relax assicuro e ti ricarica le batterie per la settimana a venire. L’isolamento forzato di questo periodo è l’occasione perfetta per controllare se lo Shabbath funzioni. Da stasera fino al tramonto di domani provate a limitare al minimo i contatti con l’esterno, per ritrovare voi stessi e il rapporto coi vostri familiari e i vostri amici Continua a leggere

Canta, che ti passa la paura (o la noia)

In questo clima da bollettino di guerra un piccolo pensiero di speranza e ottimismo dedicato soprattutto ai miei amici italiani, con cui ho trascorso fantastici ed emozionanti momenti in giro per Israele.
La canzone si chiama “Quando arriveremo” la traduzione della prima strofa è la seguente Continua a leggere

Scende la pioggia

Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove sui pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti.

La pioggia nel pineto. Gabriele D’Annunzio

In Israele sta piovendo, e molto. Molto di più degli ultimi anni, e in un paese dove la stagione delle piogge è limitata fra novembre e marzo-aprile, ogni goccia di pioggia ha una valenza enorme e si porta dietro tutta una serie di costumi tipici di questo paese. Continua a leggere

Succoth, la guida dei perplessi

 “Celebrerai la festa delle capanne per sette giorni, quando raccoglierai il prodotto della tua aia e del tuo torchio; gioirai in questa tua festa, tu, tuo figlio e tua figlia, il tuo schiavo e la tua schiava e il levita, il forestiero, l’orfano e la vedova che saranno entro le tue città. Celebrerai la festa per sette giorni per il Signore tuo Dio, nel luogo che avrà scelto il Signore, perché il Signore tuo Dio ti benedirà in tutto il tuo raccolto e in tutto il lavoro delle tue mani e tu sarai contento »   (Deuteronomio 16;13-15)

La festa di Succoth,o festa delle capanne, sta per cominciare. In tutta Israele è uno spuntare di abitazioni improvvisate, chi sul giardino, chi sul terrazzo e chi sul balcone.  La tradizione, e la legge ebraica, impongono ad ogni ebreo di lasciare per una settimana all’anno le proprie comodità e ricordare i quarant’anni di peregrinazioni nel deserto. Un modo per sottolineare come la vita non debba mai essere presa per scontata ed i cambiamenti saranno sempre all’ordine del giorno. Continua a leggere

Florentin. La capitale degli Hipster

A Tel Aviv le cose cambiano continuamente, e le cose che scrivo oggi magari non saranno più rilevanti fra qualche anno, questo è il motivo per il quale conviene il più presto possibile correre a visitare il quartiere più trendy della città bianca: Florentin.

Florentin è considerata la capitale degli Hipster israeliana, un misto di cultura alternativa, stile di vita, bar, gallerie d’arte, musica underground ma soprattutto moltissimi murales. Come quasi tutti i quartieri di Tel aviv, anche Florentin ha conosciuto alti e bassi. Costruito alla fine degli anni ’20 dall’architetto Shlomo (Salomon) Florentin, da qui il nome, era stato concepito come un quartiere per la piccola borghesia. Greci (Salonicchesi soprattutto), turchi, bucharim, bulgari, ungheresi e polacchi formavano il nerbo della zona. Il commercio era basato su piccoli artigiani, officine e piccole imprese industriali. Continua a leggere

Mettete dei fiori nei vostri “cannoni”

In una accurata indagine svolta dall’esercito israeliano (IDF) all’interno delle truppe è emerso un dato sorprendente: oltre la metà dei militari di leva fa uso abituale di droghe leggere, non solo quando è in licenza, ma anche durante il servizio operativo sulle varie frontiere o durante le esercitazioni. Lo rivela il popolare quotidiano israeliano “Yedioth haHahronot” che riporta  un’accurata indagine statistica svolta dall’esercito sui propri effettivi. Continua a leggere

Il gol della bandiera

Anche quest’anno Israele non è riuscita a qualificarsi per il Mondiale di calcio, per dirla tutta a parte un unica presenza nei Mondiali del 1970 in Messico, Israele non si è mai qualificata ne agli europei che ai mondiali. Per la cronaca: l’incontro fra Italia ed Israele di allora si concluse con un pareggio a reti bianche, 0 a 0, un bel risultato contro quelli che diventeranno i vice campioni del torneo. Continua a leggere

Il Gran Canyon

Come ogni paese che si rispetti anche Israele ha il suo particolare stile di vita ed i suoi luoghi dedicati allo svago e al tempo libero. Ma invece dei parchi, del mare o di altre amenità del genere a cui si potrebbe pensare, soprattutto pensando ad un paese dove l’inverno dura a malapena tre mesi,l’israeliano medio si è costruito un altra alternativa che gli permette di trascorrere qualche ora fuori di casa con tutta la famigliola, amati pargoli compresi: il canion. Continua a leggere