Cretesi ma non cretini


 

“Poi Abimelec con Picol, capo del suo esercito, si levò e se ne tornarono nel paese dei filistei. E Abramo dimorò molto tempo nel paese dei filistei”. Genesi 21, 32-34.

Questo breve versetto della Bibbia è la prima volta nel quale viene menzionato il popolo dei filistei, un’entità ancora oggi parzialmente misteriosa. Un popolo che diede tanti grattacapi al popolo israelita sia nel periodo dei Giudici che in quello dei Re. Ma chi erano realmente questi fantomatici e misteriosi filistei? Che vestigia ci hanno lasciato? E soprattutto, si trovano ancora fra di noi?

Quasi sicuramente l’etimologia della parola filisteo deriva dalla radice ebraica p(o)l(e)sh, invasore. Si tratta quindi di un popolo quasi sicuramente di origini micenee arrivato nella zona di Canaan in seguito ad un’emigrazione dettata da ragioni climatiche ed economiche. Nel libro del profeta Amos i filistei vengono definiti originari di Kaftor, l’attuale Creta. A chiudere il cerchio riguardo alla loro provenienza è il termine di incirconcisi con cui vengono continuamente definiti nel libro dei libri.

Quando gli Israeliti arrivano nella zona dopo aver vagato per quarant’anni nel deserto, i Filistei sono già stanziali su parte del territorio che secondo i progetti divini dovrebbe far parte di alcune delle dodici tribù di Israele. Da qui inizieranno un’interminabile serie di battaglie fra i due popoli per la conquista del paese. Dal punto di vista tecnologico-militare i filistei erano all’avanguardia per i canoni dell’epoca, oltre ad essere dotati di moderne carri da battaglia, avevano il predominio sulla fabbricazione del ferro e quindi sulla produzione di spade, lance, frecce e similari.

Allora non si trovava un fabbro in tutto il paese d’Israele: “Perché, dicevano i filistei, gli ebrei non fabbrichino spade o lance”. Così gli Israeliti dovevano sempre scendere dai filistei per affilare chi il vomere, chi la zappa, chi la scure o la falce. L’affilatura costava due terzi di siclo per i vomeri e le zappe ed un terzo l’affilatura delle scuri e dei pungoli. Così ci informa il Libro di Samuele.

La spina dorsale del potere politico della nazione filistea era costituito da cinque città-stato: Ekron, Gaza, Ashdod, Ashkelon e Gat. Da questa collocazione geografica è facile capire che i filistei dominavano la fascia costiera e parte delle colline della Giudea, zone più fertili e remuneratizie dal punto di vista economiche. Agli israeliti, almeno all’inizio non restò che la zona montuosa di Eretz Israel, molto più rocciosa e meno coltivabile. Le lotte fra i due popoli durarono per secoli con alti e bassi fino alla conquista dei territori filistei da parte di Davide.

Ma un conto sono le fonti bibliche ed egizie che ci forniscono i principali dati sui filistei, e un conto sono gli scavi archeologici che sono in corso da decine di anni attorno a tutte le città sopra citate. Del popolo bellicoso, continuamente in guerra contro gli israeliti, non ci sono tracce archeologiche. La città di Gat, da cui proveniva il leggendario Golia, non mostra i segni di distruzione che la caratterizzerebbero se davvero fosse stata contesa tra i due popoli. Né ci sono le tracce di una grande e improvvisa invasione filistea in Palestina. Secondo il professor Aren Maeir dell’Università di Bar Ilan, l’immagine di un popolo che ha soppiantato la popolazione indigena razzia dopo razzia non trova riscontro, dato che pochissime delle città cananee antecedenti alla comparsa dei filistei mostrano segni di un attacco su vasta scala. Al contrario: l’ipotesi ormai più accreditata è quella di una lenta migrazione e di un’infiltrazione graduale in Palestina dei filistei, con la conseguente commistione di culture. I filistei hanno portato influenze dalla Grecia, da Cipro e dall’Anatolia (le loro pratiche funebri, ad esempio, erano tipiche della zona dell’Egeo) per poi sviluppare una loro identità più specificamente levantina.

Un altro indizio che ci dovrebbe aprire qualche dubbio sono i legami fra israeliti e filistei riportati dalla Bibbia. L’esempio più lampante è forse quello di Sansone, che nonostante le proteste dei genitori, si invaghisce di Dalila e insiste per sposarla nonostante le differenze culturali e di costume esistenti fra i due popoli.

Un giorno Sansone scese a Timna, e notò una ragazza filistea. Tornato a casa, disse a suo padre e a sua madre:
“Ho visto a Timna una ragazza filistea che mi ha colpito. Andate a prenderla, perché voglio sposarla”.
Suo padre e sua madre gli risposero:
“Con tutte le ragazze che ci sono tra noi e mezzo al nostro popolo, devi proprio andarti a prendere una ragazza tra i Filistei? Essi non hanno nemmeno il rito della circoncisione”. Ma Sansone disse a suo padre:
“Quella è la ragazza che mi piace. Vammela a prendere!”.

E se adirittura il nazireo Sansone, prescelto dal Signore sin dal seno materno, si poteva permettere di infrangere le consuetudini dell’epoca, vuol dire che i rapporti fra i due popoli non erano poi così terribili. Probabilmente come in molte altre situazioni simili, a periodi di lotte e di guerre i commerci riprendevano il loro corso e usi e costumi di entrambi si fondevano in realtà più o meno stabili e profonde.

La fine dei filistei avvenne con la distruzione della pentapoli filistea da parte di Nabucodonosor nel 604 a.c., da quel momento, con la perdita della loro indipendenza, i filistei così come moltissimi altri popoli dell’epoca si assimilarono con l’ambiente circostante fino a perdere qualsiasi loro identità e fondersi nel crogiolo di nuovi popoli.

Il termine Palestina fu usato per la prima volta per indicare una provincia ufficiale nel 135 d.C., quando le autorità romane, dopo aver soppresso la rivolta di Bar Kokhba, cambiarono il nome della provincia di Giudea in “Syria Palaestina“. anzi, per confondere di più le acque i romani divisero la regione della Palestina in tre province: Palaestina Prima, con capitale Cesarea, Palaestina Secunda, con capitale Scitopoli (l’attuale Beit Shean), e Palaestina Salutaris, con capitale Petra.

La zona geografica e la connotazione storica sono ormai stati stravolti dagli enormi sconvolgimenti successivi. Israele e Palestina hanno ormai acquisito tutte altre caratteristiche geopolitiche, con buona pace degli antichi e ormai scomparsi filistei.

 

 

 

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