Alla polvere ritornerai.


כנרת

Girare per Israele è sempre edificante e stimolante. Per scoprire qualcosa di diverso e poco frequentato, ma originale al tempo spesso, bisogna uscire fuori dagli schemi e dallo scontato. E allora perchè invece di concentrarci sulle bellezze naturali, il fascino delle città, la storia o l’archeologia e le tantissime altre cose che offre il paese non pensiamo a visitare qualcosa di veramente differente e speciale? I cimiteri per esempio.

Penso ai cimiteri  che fanno parte di una doverosa tappa nelle visite classiche di Gerusalemme:  il cimitero ebraico del monte degli olivi vecchio oltre 2000 anni con al suo interno oltre 76000 lapidi, o il cimitero militare sul monte Herzl dove sono racchiuse le spoglie di numerose alte cariche dello stato.  Nei pressi del kibbutz Sde Boker, in pieno deserto ci sono le lapidi solitarie di David Ben Gurion, fondatore dello stato d’Israele, e di sua moglie Pola (Paula).

Ma per scoprire veramente l’altra Israele bisogna uscire fuori dagli schemi e girare in lungo e in largo la nazione per scoprire curiosità veramente affascinanti. Eccovi alcuni assaggi:

Tel Hai. Il cimitero dei membri dell’Hashomer, il primo nucleo di autodifesa ebraica organizzata. Nati come alternativa alle guardie arabe destinate a sorvegliare le mandrie e le coltivazioni dei contadini ebrei, gli shomrim si comportavano similmente. Si vestivano come arabi, cavalcavano come provetti beduini, e mangiavano i loro stessi cibi, tutto con un perfetto accento russo. Dall’Hashomer nacque poi l’Haganà, l’embrione del futuro esercito israeliano. Il cimitero si trova all’estremo nord del paese, a pochi passi dal Libano, famosa è la scultura che lo adorna: un leone ruggente, opera dell’artista Avraham Malnikov.

Kvutzat Kineret. A pochissimi metri da Degania, il primo kibbutz in assoluto. E’ il cimitero della nomenklatura operaia. Quasi tutta l’èlite proletaria, socialista e ideologica è sepolta là. Nomi come Katzinelson, Borochov, la poetessa Rachel, la cantautrice Noemi Shemer. Sono sepolte anche salme di un gruppo di yemeniti e di Tel Avivensi espulsi dalla città durante la prima guerra mondiale. Due avvenimenti che meriterebbero delle storie a parte.

I cimiteri di guerra inglesi. I più famosi sono tre: Ramle, Haifa e Gerusalemme. Può sembrare strano, ma vista la grandezza dell’Impero Britannico e il grande numero di caduti sparsi per il mondo, era consuetudine inglese seppellire i propri morti nei vari teatri di guerra e non nei propri paesi di origine. Al di là del senso estetico e di calma che caratterizzano questi particolari camposanti la loro notorietà è dovuta ad una ragione molto più triviale. A Ramle per esempio è sepolto il numero di matricola 5251351, deceduto all’età di 19 anni e 10 mesi, soldato semplice del Worcestershire Rgt. Niente di speciale direte voi, e in effetti avreste ragione a non stupirvi più di tanto, senonchè il nome di questo sfortunato milite è identico ad uno dei più fortunati maghetti della letteratura moderna: Harry Potter. Un altro clamoroso caso di omonomia l’abbiamo a Gerusalemme dove giace il numero di matricola 213706 morto all’età di 41 anni, l’autista William Shakespeare.

I mausolei Bahai. Il più famoso è quello di Haifa, dove riposano le spoglie del Bab,  fondatore del bábismo e precursore di Bahá’u’lláh creatore della religione bahai. La sua spettacolare posizione e la sua particolare architettura ne fanno uno dei simboli della seconda città portuale israeliana. Meno conosciuto, ma molto più importante è invece il mausoleo del  Bahá’u’lláh, situate nei giardini Bahim di Acco. Il posto più sacro per i seguaci della più recente religione monoteistica mondiale.

La tomba di Oscar Schindler.  Si trova a Gerusalemme, nel piccolo cimitero francescano cattolico, che si trova vicino al sito della Dormizione di Maria sul monte Sion. La stessa tomba compare nelle ultime sequenze a colori del film Schindler’s List , quando i veri ebrei superstiti, ormai anziani, vengono accompagnati dagli attori a deporre un sasso sulla lapide, tipica tradizione tutt’ora in uso nei cimiteri ebraici. L’epitaffio sulla lapide recita la scritta Giusto tra i giusti in ebraico e l’indimenticabile salvatore di 1200 ebrei perseguitati, in tedesco.

 

La lista è chiaramente molto più lunga, e lega a doppio filo la storia e le tradizioni di questo straordinario paese. Penso al cimitero di guerra di Usfia, dove riposano le salme di 90 soldati israeliani di fede drusa, una minima parte delle centinaia morte per questa nazione, o alle tombe dei vari “giusti” sparse per il paese, rabbini e personaggi di spicco dell’ebraismo tutt’ora venerati dai loro fedeli.

In Israele non esiste quasi la cremazione, e da noi, come i diamanti, una tomba è per sempre. All’ombra dei cipressi gli ebrei aspettano la venuta del Messia e del giudizio universale, per giungere alla definitiva redenzione. Nel frattempo io mi sono preparato da molto tempo il luogo dove finalmente potrò riposarmi, si trova nel posto più bello d’Israele: una collina dalla quale si può ammirare una fantastica veduta del mio kibbutz. E che la terra mi sia lieve.

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