La guerra è l’oppio dei popoli


E’ l’inverno del 1917, il corpo d’armata inglese si sta dirigendo verso Gerusalemme passando prima per il deserto del Sinai, Beer Sheva e Gaza. A prima vista una marcia senza grandi ostacoli, ma i difensori turchi si rivelano un osso molto più duro del previsto. Dopo l’inizio disastroso di una campagna militare considerata da tutti una prassi d’archiviare velocemente, il comando delle operazioni passa al Generale Edmund Allenby, famoso soprattutto per le numerose vie in suo onore che si trovano in tutte le città israeliane.

La spina dorsale delle forze armate di sua Maestà Britannica è composta dall’ANZAC, acronimo di Australian and New Zealand Army Corp, le stesse forze che saranno decimate nella battaglia di Gallipoli. Vista l’impasse militare e la difficoltà o l’incapacità delle forze britanniche di conquistare le due città che impediscono la marcia verso il nord si comincia a pensare a qualche via originale per superare l’ostacolo. In italiano si dice pensare fuori dagli schemi, in Israele pensare fuori dalla scatola, ma il significato è identico.

E’ questo il momento in cui entra in campo Richard Meinertzhagen, un ufficiale dotato di quel miscuglio di creatività e originalità che riusciranno vincenti nella conquista della posta in campo. Meinertzhagen è un ufficiale del servizio informazioni , ha combattuto in Birmania, Kenia, SudAfrica ed Africa orientale e non è certo un pivellino. L’ufficiale inglese decide di cambiare strategia: se non è possibile conquistare Beer Sheva con la forza la prenderemo con l’inganno.

In definitiva il piano è di una semplicità elementare, si tratta di perdere “casualmente”, a pochi passi da una pattuglia nemica, una borsa contenente false informazioni sui piani degli inglesi. In questo caso si tratta di indurre a credere  ai turchi che su Gaza verrà sferrato un ulteriore attaco mentre le reali intenzioni sono quelle di sfondare le difese di Beer Sheva. Nonostante l’esca sia messa a bella posta, il nemico si ostina a non trovarla e quindi a non abboccare. Solo nel terzo tentativo, eseguito personalmente dall’ufficiale inglese, le false informazioni arrivano a destinazione, convincendo i difensori a schierare le proprie truppe di conseguenza.

Ma anche così Beer Sheva si rivelò un osso duro, a sconvolgere le carte e ribaltare la situazione ci pensò la brigata leggera di cavalleri costituita dal corpo dell’ANZAC. Avvolti da una nuvola di polvere e supportati da una buona dose di fortuna i cavalleggeri australiani sfondarono le linee nemiche senza affrontare quasi nessuna resistenza. Gli storici definiranno questa “l’ultima grande carica di cavalleria della storia”, d’altra parte i carri armati erano già entrati in azione e sostituiranno in breve un modo di combattere forse romantico e bello da vedere, ma certamente obsoleto e inutile.

Non contento della riuscita realizzazione dei falsi piani d’attacco, Meinertzhagen continua a escogitare nuove ed originali metodi d’azione. Nel corso di vari interrogatori svoltisi coi prigionieri turchi catturati, viene a conoscenza della mancanza cronica di sigarette nel campo nemico. Meinertzhagen rifornisce Gaza di sigarette attraverso veri e propri bombardamenti aerei, ma due giorni prima dell’attacco finale nelle sigarette verrà introdotta una quantità di oppio sufficiente a rendere i difensori poco reattivi.

La conquista del roccaforti meridionali della Palestina apriranno le porte alla conquista del resto del paese. L’undici dicembre del 1917 il generale inglese entrerà a Gerusalemme a piedi e non inforcando il suo cavallo in segno di rispetto verso la città santa.

Per il suo contributo alla fine del potere ottomano in Erez Israel, anche se poco conosciuti, esistono diversi monumenti in loro onore. Il più famoso si trova nella foresta di Be’eri, nel sud d’Israele, ma ne esistono anche a Beer Sheva stessa ed in altre parti del paese.

Nell’ottobre del 2017, cento anni dopo la famosa battaglia, 120 cavallerizzi, in parte nipoti dei soldati di allora, ricostruirono l’evento con una carica simile a quella di allora. I caduti dell’ANZAC  sepolti in Erez Israel si trovano in diversi cimiteri di guerra inglesi: Gerusalemme, Haifa, Ramle, Beer Sheva e Gaza. Per la maggior parte  degli israeliani l’ANZAC non ha nessuna importanza ne significato, ma per australiani e neozelandesi l’epopea di questo corpo è ancora viva, ed ogni anno, il 25 di aprile, viene celebrato un giorno in loro onore.

Ricordarli, seppure in maniera così superficiale, mi sembra un atto più che dovuto.

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