La guida dei perplessi


 

Mi capita sempre più spesso di sentire o leggere di amici, conoscenti o visitatori che affermano di aver visto praticamente tutto di un paese così affascinante come Israele. C’è molta presunzione in frasi del genere, anche perchè la maggior parte di questi “turisti per caso” difficilmente riescono a spostare il loro orizzonte oltre i soliti siti perennemente pubblicizzati, passando magari decine di volte vicino a veri e propri piccoli gioielli turistici e culturali. Per incoraggiare chi ha ancora la forza di uscire dai soliti schemi di Tel Aviv, Gerusalemme, Masada eccovi una piccolissima Guida dei perplessi dedicata a chi intuisce o spera di trovare nuovi stimoli al di fuori della strada maestra. Per facilità visiteremo il paese da Nord verso sud.

Qalat Namrud o fortezza di Nimrod. Una fortezza costruita dalla dinastia Ayubida intorno al 1230 ed erroneamente attribuita ai crociati. Si trova su un costone alto 800 metri alle falde del monte Hermon. Grazie alla sua posizione strategica gode di un panorama mozzafiato sulla vallata della Hula e sul confine col Libano. Conquistata dai Mongoli nel 1260 fu successivamente liberata da Baibars che la rafforzò ulteriormente.

Gamla. “Da un’alta montagna si protende uno sperone dirupato il quale nel mezzo s’innalza in una gobba che dalla sommità declina con uguale pendio sia davanti sia di dietro, tanto da assomigliare al profilo di un cammello”. E’ la descrizione che ci dà Giuseppe Flavio, nel suo libro “Guerra giudaica”, dell’inespugnabile (o almeno così pareva) città ebraica di Gamla. Durante la grande rivolta ebraica che durò dal 66 al 70 d.c. l’assedio di Gamla è forse uno degli episodi più drammatici. Oltre al sito archeologico, ricco di reperti e sorprese si trova a pochi metri di distanza un’osservatorio privilegiato su una delle ultime colonie di avvoltoi presenti nel Golan.

Zippori. La città dei mosaici. Un miscuglio di una città romana, un insediamento ebraico, una fortezza araba e altro ancora. Un sito dove predominano più di ogni altra cosa mosaici di inestimabile bellezza. Quello dello zodiaco all’interno di una sinagoga, la Monna Lisa della Galilea all’interno di una villa urbana romana, un catalogo di mosaici da esposizione e il mosaico del Nilo rappresentante un’eccezionale inondazione del fiume egiziano così importante per l’agricoltura di quel paese.

La Batiha. Una grande riserva naturale situata nella zona nord orientale del lago di Tiberiade. Un misto fra palude, laguna e acqua dolce che crea un mix irresistibile nei caldi giorni estivi. Assolutamente fuori dai canonici percorsi a cui tutti i turisti sono abituati. Un’esperienza da provare.

La fortezza di Belvoir. Un bellissimo esempio di fortezza crociata a forma concentrica rimasto praticamente intatto. La fortezza era così solida che nonostante i crociati, duramente sconfitti nella battaglia dei corni di Hittin del 1187, avessero abbandonato la terrasanta i difensori della fortezza resistettero agli attacchi avversari per oltre un anno e mezzo sucessivo fino a quando, grazie ad un accordo, ebbero un salvacondotto per raggiungere la città di Tiro.

Sahne. Dopo tutto questo scarozzare vi siete meritati una sosta nelle piscine della sorgente naturale dello Sahne, definito dal Times Magazine uno dei venti parchi più belli del pianeta. La temperatura costante della sorgente che alimenta le due vasche del parco è di 28 gradi centigradi durante tutto l’anno, una vera pacchia, sia d’estate che d’inverno. E’ un posto molto frequentato in tutte le stagioni, quindi poco consigliabile per chi cerca un pò di tranquillità. Per questo ci sono pozze e sorgenti più piccole e defilate, ma per queste bisognerà aspettare un’altro post.

Ramle. Letteralmente “sabbia”. Città fondata dal nulla nella prima metà del settimo secolo d.c.. Nonostante sia particolarmente sconosciuta annovera molte attrazioni turistiche e culturali: Un’antica moschea, una cisterna d’acqua sotterranea navigabile, il cimitero di guerra britannico dove è sepolto il soldato semplice Harry Potter e un pittoresco mercato dove si mangia veramente bene. La verità e che ci sono altri piccoli angoli da scoprire molto intriganti, ma anche voi dovete un pò sforzarvi.

Beit Guvrin-Maresha. Un sito abitato da romani, bizantini, ebrei, musulmani e crociati. Un complesso di grotte e abitazioni scavate nella morbida roccia calcarea. Comprende anche uno dei pochi anfiteatri ritrovati in Israele. Un must!!!

Ovdat. Dopo Petra la città più importante della via dell’incenso. Fondata nel III a.c. fu abitata da nabatei, romani e bizantini. Dal 2005 nominata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Il Canyon rosso. Un canalone lungo 200 metri e profondo 30 che si trova una quindicina di km. a nord di Eilat. L’erosione delle forze naturali e una particolare roccia di colore rossastro rendono questo sentiero una passeggiata relativamente breve ma densa di emozioni. Un incontro con il deserto che non si dimenticherà così facilmente. Bisogna arrivarci attrezzati a dovere, vale a dire scarpe alte, acqua in abbondanza, cappello e crema solare.

Tutti i siti in questione sono facilissimi da raggiungere, ci vuole soltanto la giusta dose di volontà. Chi riuscirà a vederne almeno i due terzi sarà degno di passare al secondo stadio fino a diventare un vero conoscitore dell’altra Israele.

Buon viaggio.

 

6 pensieri su “La guida dei perplessi

      • E ce ne sono davvero tanti. Aggiungo una considerazione: mi è capitato, magari in aereo al ritorno, di incontrare persone interessate e anche con buone conoscenze, costrette a fare i viaggi-pellegrinaggi, sulla cui realtà non credo abbiamo bisogno di soffermarci, perché prive di informazioni su altre possibilità. Forse, oltre ai luoghi meno conosciuti, potresti dare anche qualche indicazione su chi si occupa di fare vedere cose meno consuete.
        PS: di ritorno dal viaggio in cui ti ho conosciuto, mentre ero ancora in viaggio, mi sono fratturata una vertebra; un anno fa, sulla terrazza della fortezza di Akko, in una rovinosa caduta me ne sono fratturata un’altra (e mentre ero a terra urlando dal dolore i ragazzini arabi intorno gridavano sharmutta sharmutta…) (ma tanto a noi vecchie streghe chi ci ammazza).

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      • Mamma mia, spero davvero che tutto si sia risolto per il meglio e ti auguro tanta salute. Il mio blog è nato proprio con l’intenzione di far conoscere le parti meno conosciute di questo meraviglioso e straordinario paese. Ma in un oceano così vasto come l’internet, il mio blog è solo una piccola goccia.

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      • Con la prima il dolore era così tremendo che dopo un mese ancora mi svegliavo gridando ogni volta che il mio corpo cominciava a muoversi per girarsi (poi ho smesso di gridare, ma ho continuato a svegliarmi ancora per qualche settimana), poi però sono guarita bene, avendo come unica conseguenza il fatto che la riabilitazione mi ha mangiato mezza liquidazione, che rappresentava tutto il mio capitale. Con la seconda il dolore, passato quello tremendo iniziale dovuto allo spasmo, è stato molto minore, però in compenso nelle prime settimane la vertebra ha subito un avvallamento (perso due centimetri di statura in due mesi), oltre alla sparizione dell’altra mezza liquidazione. Se ti può interessare
        https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2017/09/11/e-poi-cera-il-gradino-131/

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