Guerra e pace


 

dubbi

Il post di questa settimana oltre ad essere il duecentesimo del mio blog vuole anche essere una piccola riflessione su quello che ho scritto in questi ultimi quattro anni. Il nome di questo mio diario è già di per stesso il mio manifesto programmatico, descrivere Israele in tutte le sue sfaccettature cercando di uscire dagli schemi prestabiliti. Per la maggior parte delle volte ho volontariamente trascurato i temi dell’attualità per soffermarmi sulla cultura, il costume, la storia, l’archeologia e molto altro ancora. Ma a quanto pare c’è poco da fare, fra tutti i miei duecento post i più letti in assoluto sono quelli scritti in tempo di guerra o in contemporanea con argomenti di attualità e politica.

La domanda nasce spontanea, nonostante ci lamentiamo che la stampa e la televisione risaltino solo i lati negativi del paese anche noi siamo prigionieri di questa ottica mediatica e ci interessiamo soprattutto di guerra? Allora è vero come sostengono molti che scrivere di pace e di cose positive non paga in termini di rating?

E’ un quesito che vorrei molto stimolasse una discussione prolifica e costruttiva. La mia vuole essere una piccola provocazione, non certo un lamento premeditato per ottenere più like nel mio blog.

Ho scritto e continuerò a scrivere perchè mi appassiono ancora a trovare ogni settimana qualcosa di interessante, stimolante e divertente. Al contrario del Cyrano di Guccini che “non perdona e tocca”, io sono molto più bonario, perdono quasi sempre e tocco molto delicatamente, ma una volta tanto vorrei veramente sapere in maniera più approfondita quali siano le motivazioni di ognuno di voi che vi spingono a leggere questa rubrica e quale siano i motivi che determinati argomenti abbiano inesorabilmente la meglio.

Meditare attentamente prima di rispondere.

Annunci

11 pensieri su “Guerra e pace

  1. Ti leggo perché mi racconti di Israele. Perché me lo racconti in Italiano. Perché lo fai rendendo disponibile l’Israele quotidiana. Perché nel quotidiano lasci che emergano i tratti distintivi; quelli individuali, quelli delle micro comunità, quelli generazionali; quelli caratteriali… Perché dal quotidiano che narri fai emergere le radici di certi comportamenti, di talune appartenenze, delle idee comuni e degli scontri, e le radici sono tanto essenziali per comprendere chi siamo quanto sono assenti dallo sguardo bulimico ovunque presente. Leggo, perché ciò che scrivi relega la paura e l’odio (ingredienti costanti quanto nauseanti, distorsivi, della pietanza israelo-palestinese) nel loro alveo, che è quello di una permanente propaganda di guerra globale.

    Non ho un particolare interesse per Israele, non più di quanto mi interessi ogni angolo dell’intera area “mediterranea”, dal Marocco all’Iran, ma, se non attraverso il tuo blog, avrei ben poco da attingere per leggere di Israele come mondo reale, tangibile, sensoriale direi.

    P.S. ho scritto qui senza riflettere, senza “meditare attentamente”.

    Liked by 2 people

    • Ciao Francesco, ti ringrazio per aver scritto le motivazioni per le quali mi segui, è sicuramente un materiale su cui riflettere. Il fatto che la tua risposta sia stata spontanea e non meditata la rende ancora più significante

      Mi piace

  2. Il fatto è che non credo che un lettore venga qui e scelga un articolo piuttosto che un altro. Chi segue il tuo blog, come me, gli articoli li legge tutti, chi invece ci arriva tramite motori di ricerca ovviamente cerca articoli di attualità o magari legati ai conflitti; è più raro che qualcuno per amor di cultura si metta a cercare articoli di altro tipo.

    Mi piace

  3. Ciao Diemme, anch’io penso che la maggior parte della soluzione è racchiusa in quello che hai scritto. Ma se un articolo arriva a più persone è anche perchè ha ricevuto più “condividi” tramite facebook, e ciò ci riporta al quesito originario.

    Mi piace

  4. Io penso che più che parlare di pace si dovrebbe agire concretamente perchè si arrivi alla pace. Sul tema sono però molto scettico perchè, dopo l’assassinio di Rabin, penso che ormai in Israele prevalgano quelli che non hanno mai voluto che nascesse lo Stato di Palestina previsto dalla delibera ONU del 1947 e sono contenti dell’attuale “status quo” che naturalmente non è accettabile per i Palestinesi e per tutti quelli che hanno il senso della giustizia

    Mi piace

    • Non credo che Israele non voglia che nasca uno stato di Palestina. Probabilmente non vuole uno stato il cui scopo sia la distruzione d’Israele e che la bombardi e sia fonte d’attentati H24. Ricordiamoci che sono i Palestinesi che non riconoscono lo stato d’Israele, tolto pure dalle cartine geografiche delle loro scuole, mentre Israele, oltre ad aver lasciato a Gaza tutte le infrastrutture per poter permettere a quel popolo d’iniziare un’economia florida, continua a portare aiuti umanitari a tonnellate, etc. etc.

      Quindi, per favore, questa boiata che Israele non vuole che nasca uno stato della Palestina non me la raccontate.

      Mi piace

    • Gentile Roberto,
      temo che il mio commento (“Non credo che Israele non voglia che nasca uno stato di Palestina. … ” ), in risposta a questo suo sia andato per un mero errore tecnico in calce agli altri, ma penso ne sia chiara la l’intenzione. Volevo inoltre aggiungere che, ad oggi, gli unici a non volere uno stato di Palestina sono proprio i Palestinesi, che l’hanno rifiutato più e più volte, a partire da quella famosa da lei citata risoluzione ONU. Al momento ritengo che l’unico problema sia l’ossessione palestinese riguardo alla NON esistenza dello stato ebraico, più che l’esistenza del proprio.
      Ovviamente auguro a entrambe le popolazioni pace e una soddisfacente soluzione delle proprie esigenze territoriali.

      Mi piace

    • Ciao Roberto, vedo che non mi sono spiegato abbastanza bene. Nel mio post quello che definivo pace sono descrizioni di comportamento di costume e cultura che penso siano tipiche del modo di vita israeliano. Quello che mi interessa sapere, ma è una cosa che ci può coinvolgere a tutte le latitudini, cosa ci spinge a interresarci solo di cose estreme come guerre, omicidi e catastrofi varie. Sono i media che ci influenzano o è un comportamento insito nella natura umana? Riguardo al tuo intervento sulle posizioni israeliane riguardo ad un possibile accordo di pace preferisco non controbatterti. Non perchè non abbia delle posizioni politiche chiare ed argomentate, ma perchè questo blog non è la sede. Se poi sei interessato a conoscere la mia posizione si può sempre trovare un canale diverso da questo.

      Mi piace

      • Seguo le vicende israelo-palestinesi da quando avevo i pantaloni corti (da oltre 60 anni quindi) ed ho vissuto tutti i momenti in cui sembrava che si fosse vicini ad avviare un discorso serio. Inevitabilmente è accaduto sempre qualcosa che ha bloccato tutto, a mio parere perchè non vi era un genuino interesse da parte israeliana a permettere la nascita di uno Stato Palestinese. Con l’assassinio di Rabin da parte di un “fanatico” israeliano ogni ipocrisia è caduta ed i contrari allo Stato Palestinese sono diventati maggioranza. Tutto il resto sono chiacchiere. Questo sito si chiama l’Altra Israele e mi farebbe piacere sapere qual’è il suo pensiero sul fatto che il Processo di Pace è morto e sepolto da tempo ed è inutile continuarne a parlare

        Mi piace

  5. Roberto mi spiace leggere ciò che traspare dai suoi scritti, l’arroganza di pensare che il suo pensiero sia verità. Anche io seguo l’argomento da quando ero alle elementari, ma mi sono fatta un’idea differente. Le occasioni perse ci sono state da entrambi…ritengo di più da parte palestinese, rifiutare l’offerta al tempo del governo Barak è stato eclatante. Il suo approccio mi sembra risolutivo a voler aver ragione…non è dialogo.

    Liked by 1 persona

  6. Per Assin: Il mio interesse per Israele è molteplice, quindi non riguarda certo solo i conflitti. Uno degli argomenti al quale sono interessata riguarda i kibbutz, ad esempio. I tuoi scritti mi aprono una finestra sul paesaggio del paese che sento affine al mio pensiero e te ne ringrazio. E’ un modo per conoscere un pò di più un paese che amo molto.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...