Palladio in Palestina


 

palladio

Il marmo com’è logico proviene dall’Italia, il legno è francese, i mobili appartenevano fra l’altro a Luigi XXVII. Non può certo mancare un quadro originale di Picasso e altri oggetti di valore. Tutto questo ben di Dio appartiene alla principesca villa di Munib el Masri, uno dei più ricchi uomini d’affari palestinesi. E perchè ci dovrebbe interessare così tanto la magione del sig. Munib? Semplice, in cerca di qualche idea originale il nostro ricco imprenditore si è fatto costruire l’esatta riproduzione di una delle più famose ville Palladiane, villa Almerico Capra, meglio conosciuta come “la Rotonda”.

I soprannomi di al Masri sono numerosi: da “il Duca di Nablus” al “Padrino” passando per il “Rothscild Palestinese”. Il suo Impero economico comprende i più svariati interessi, telecomunicazioni, turismo, energia, banche e altro ancora, per un totale di oltre 35 compagnie sparse per il mondo.

Intimo amico di Yasser Arafat è stato membro sia del Gabinetto dell’Autorità Palestinese che di quello Giordano. Tornando alla faraonica villa del milionario palestinese durante i lavori vennero trovati i resti di una basilica bizantina del V secolo d.c., per poterla salvaguardare le fondamenta della villa sono costituite da una dozzina di colonne che sorreggono tutto l’edificio. Un piccolo museo raccoglie tutti i reperti archeologici trovati durante i lavori di costruzione. “Grazie al cielo non abbiamo trovato niente di ebraico” ha commentato ironicamente nel corso della visita di un giornalista israeliana.

In ogni caso El Masri rappresenta l’ala più pragmatica della leadership palestinese, convinta che una coesistenza sia possibile a condizione che ogni popolo abbia la sua porzione di terra. “Il 99% dei giovani palestinesi è convinto che tutti gli israeliani siano dei soldati perchè questo è l’unico punto di contatto che hanno con la popolazione dello stato ebraico. Così come la gioventù ebrea guarda con sospetto e inimicizia la controparte palestinese proprio per una mancanza di dialogo”. “Senza un vero dialogo costruito sul rispetto reciproco non ci sarà mai un approccio costruttivo che possa allentare la tensione esistente”.

Ma Munib mette in guardia gli israeliani sul fatto che non si siano ancora resi conto che il conflitto fra israeliani e palestinesi non può essere risolto soltanto economicamente. “Per noi palestinesi l’onore è molto importante, e solo la costruzione di un nostro stato indipendente potrà darci la sensazione che cerchiamo. Senza il rispetto nei nostri confronti non ci potrà mai essere una soluzione veritiera al conflitto in corso”.

Come accennato in precedenza Munib è un pragmatista, e come tale riesce a mantenere dei buoni rapporti con parte dei politici israeliani ma anche con gli ufficiali dell’esercito di stanza in Cisgiordania. In questo breve filmato si può vedere la visita del Generale di Brigata  Noam Tivon nella villa Palladiana. Dopo un periodo di servizio di diversi anni nella zona il Generale ammira il panorama di Nablus dalla principesca costruzione del milionario palestinese. “Sono a favore della normalità” afferma, “Senza violenza e anarchia c’è meno terrorismo. Anche i palestinesi hanno da guadagnarci. Ma la normalità in questa zona è sempre molto fragile e basta poco per spezzarla. Per il momento mi accontento che la gioventù di Nablus frequenti il centro commerciale della città piuttosto che il centro commerciale di Natania imbottiti di esplosivo”.

P.S. Fra meno di dieci giorni comincia Id el Adha, la più importante festa del calendario musulmano. E’ la festa del sacrificio che ricorda, similmente al sacrificio di Isacco, quello compiuto da Abramo nei confronti dell’altro suo figlio, Ismaele. La festa dura quattro giorni e dà il via al hajj, il tradizionale pellegrinaggio verso la Mecca.

Non bisogna ricordarsi tutti i dettami della festa, basta sapere il tradizionale augurio della festa “Kul Am ve intum bhir” ovvero che ogni anno al ritorno della festa siate ancora sani.

Hag Sameah!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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