Chi non ha paura di tirare un calcio di rigore.


 rigori
Dopo aver visto la prima sfida ai calci di rigore di questo euro 2016 mi è improvvisamente rinvenuto alla mente uno dei peggiori drammi che un ragazzino di undici anni potesse vivere. Sono gli anni del bianco e nero, di Gianni Brera e del suo “Rombo di tuono” degli “Angeli dalla faccia sporca”, del Cagliari campione d’Italia… Nomi che sanno suonare ancora mitici, nonostante le dita di polvere che la vita in soffitta inevitabilmente porta con sé. E la storia vuole che quel calcio non conoscesse ancora una delle torture più ciniche che la vita dell’uomo occidentale abbia mai potuto conoscere: la lotteria dei rigori. Le partite in bilico come quella strana semifinale di Napoli venivano decise in un modo molto tradizionale, con una tecnica da oratorio: il lancio della monetina. Così, l’arbitro tedesco Tschenscher chiama Facchetti e Shesternev nel suo spogliatoio: testa o croce. I due capitani saranno gli unici testimoni del lancio di quell’obolo veritiero.

Facchetti spiegherà che ci furono addirittura due lanci, ma il primo fu nullo perché la moneta terminò in una fessura sul pavimento dello spogliatoio, rimanendo in bilico. I napoletani più convinti chiamarono in causa pure San Gennaro: la mano del santo avrebbe fermato il soldo sul lato scelto dal giocatore dell’Inter, ossia la testa. Fu grazie a questo incredibile verdetto che l’Italia poté vincere il suo primo ed unico campionato Europeo.

Era la squadra di “Zio Uccio” Valcareggi, stratega geniale e abile a rimettere in sesto una squadra che, solo due anni prima, nel Mondiale inglese del 1966 aveva regalato la sua espressione peggiore, culminata nella sconfitta per 3-2 contro l’umilissima Corea del Nord. La finale contro la Jugoslavia verrà ripetuta due volte: all’1-1 del primo match seguirà il replay, solo due giorni dopo, sempre all’Olimpico di Roma, con un 2-0 siglato da Riva e Anastasi.

E perchè vi racconto questi piccoli ma indimenticabili flashback della mia giovinezza? Per un motivo sconosciuto ai più, che l’ideatore di trasformare il lancio della monetina in qualche cosa di più accettabile dal punto di vista sportivo furono  gli israeliani Micha Almog e Yossef Dagan.
La storia inizio quando nel 1968 durante le Olimpiadi del Messico, la nazionale israeliana venne eliminata ai quarti di finale dalla Bulgaria proprio dal lancio della monetina.

Dopo che una prima bozza di proposta fu inviata alla FIFA, furono apposte alcune modifiche: quanti rigori tirare, la posizione dell’arbitro e dei guardalinee, quella degli altri giocatori, ecc. ma l’idea di fondo rimane e ci accompagna fino ai giorni nostri.

C’è chi ancora chi critica la soluzione in corso, ma nessuno è riuscito a proporre qualcosa di realmente alternativo. “I più critici sono gli inglesi” afferma Dagan “ma soltanto perchè quando si tratta di rigori perdono sempre”. In ogni caso la sfida ai calci di rigore venne adottata ufficialmente negli Europei del 1976 e nei Mondialiali del 1982. Come sottolineò una volta l’ex CT azzurro Cesare Prandelli, i rigori “sono una lotteria”, ma sembra che alcune squadre siano più brave di altre a pescare sempre i numeri vincenti.

E se vi sembra così facile indirizzare il pallone in rete, provate voi a calciare un calcio di rigore

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