Disegnami una pecora


יוני גרשטיין

Agli occhi dell’israeliano medio il mondo religioso ortodosso appare come un unico monolite immobile ed immutabile, ma al di là delle apparenze e degli stereotopi la realtà è per molti versi speculare a quella laica. Con un minimo di empatia e di dialogo anche una mondo così apparentemente distante e inavvicinabile risulta più comprensibile anche se non necessariamente giustificabile. Non deve quindi risultare sorprendente scoprire di volta in volta personaggi intenti ad occuparsi di professioni relegate tradizionalmente allo stile di vita laico occidentale. E’ questo il caso di Yoni Gherstein, il maggiore caricaturista del variegato mondo ortodosso e punta di diamante del quotidiano “Yeted Ne’eman“, organo ufficiale della corrente ortodossa Lituana, dichiaratamente anti sionista. In effetti Gherstein è nato e cresciuto nel mondo laico-tradizionalista israeliano, e li ha sviluppato le sue doti artistiche. Nonostante l’esercito fosse particolarmente interessato ad impiegarlo in incarichi secondari collegati al disegno, Yoni ed il suo fratello gemello David si impuntano e si arruolano in unità combattenti. David trascorrerà il periodo di leva nel corpo dei paracadutisti per poi provare per un breve lasso di tempo la vita in kibbutz.

Il suo percorso è stato molto simile a tutti coloro che insoddisfatti del loro stile di vita hanno cercato una risposta che soddisfasse appieno le loro esigenze spirituali. Agli inizi Yoni prova le soluzioni che il mondo laico propone in crisi del genere: Yoga, meditazione, diventa vegetariano e poi vegano ma niente di tutto questo lo ripaga completamente, gli manca ancora qualcosa.

L’approccio alla religione è un misto di diffidenza e curiosità, ed il processo di ritorno è lento ma continuo e si conclude quando Gherstein, allora 38enne decide definitivamente di abbracciare in toto la religione ebraica secondo i dettami dell’ortodossia più rigida. Questa sua conversione lo porta ad un processo familiare doloroso e travagliato. La moglie non ne vuole assolutamente sapere, il divorzio è inevitabile e le sue due figlie rimangono con la loro madre. Visto che nel mondo ortodosso il non essere sposati è visto come una grave pecca, si risposa con una vedova e riforma una nuova famiglia.

La nuova vita di Gherstein è imperniata sullo studio della Torah, la legge ebraica, il desiderio ed il dovere di ogni ebreo. Uno studio così assiduo e totale delega alla componente femminile della famiglia  l’onere economico del suo mantenimento. Ma un incontro abbastanza casuale con il leader dell’ortodossia lituana a cui appartiene, il rabbino Elazar Shach, lo spinge a riprendere in mano matite e pennelli per dedicare le sue doti artistiche alle necessità del suo nuovo mondo.

Le principali attività di Gherstein sono collegate alla pubblicazione di libri illustrati per bambini che abbracciano tutta i principi educativi da trasmettere. Osservanza dei precetti religiosi, parabole, hagadot, talmud ed altro. Accanto a questa attività pedagogica Yoni è il principale caricaturista del variegato mondo ortodosso e le sue vignette rientrano senz’altro nei canoni della satira pungente, aggressiva e molte volte indigesta, com’è il caso di questa vignetta (la scritta in ebraico è traducibile con odio gratuito, a significare l’astio e l’incomprensione dello Stato ebraico nei confronti degli ebrei ortodossi).

מנורה

Ma la penna di Yoni non punge, o meglio graffia, soltanto noi  miseri miscredenti laici, le sue vignette sanno essere letali anche per gli avversari politici all’interno del mondo religioso, una prova di più che non è sufficiente attenersi alle regole religiose ebraiche per godere di una certa tranquillità interiore. I tuoi avversari ti aspetteranno comunque al varco.

A suo merito va segnalato che le caricature di Gherstein non accentuano mai più di tanto il lato fisico della persona, i tratti somatici sono solo leggermente esagerati ma mai portati all’estremo. Una buona dose di creatività lo aiuta ad aggirare l’assoluto divieto di disegnare figure femminili , l’ex ministro della giustizia Zippi Livni, uno dei suoi bersagli preferiti è raffigurata come un’oca, l’ex segretario generale dei laboristi Shely Yehimovich come un pesce e così via. In ogni caso le sue opere vengono visionate accuratamente prima di essere pubblicate, a garanzia che le vignette rispecchino fedelmente la linea politica del giornale.

Come quasi tutti coloro che hanno abbandonato la vacuità del mondo laico per ritornare ai veri valori dell’ebraismo, anche Yoni, più realista del re, è particolarmente intransigente. L’internet è una disgrazia da estirpare e solo una rigida educazione religiosa ci salverà da tutti i pericoli, i veri difensori dell’ebraismo e della stessa esistenza di Israele sono gli studenti delle Yeshivot, le scuole talmudiche, gli unici garanti del nostro futuro.

Al di là di tutte le polemiche e i disaccordi che  posso avere con un personaggio così agli antipodi con la mia visione del mondo in definitiva Yoni Gherstein è un artista e chissà se sotto sotto non abbia il segreto desiderio di poter incontrare il Piccolo Principe e disegnarli una pecora. La stessa pecora che era diventata da tempo il simbolo di Menashe Kadishman, l’ex pastore del kibbutz Ma’aian Baruch, il grande artista israeliano deceduto ieri sera.

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